Inter, Eriksen fa flop: il danese è già con le valigie in mano?

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Christian Eriksen, Foto Wikipedia
Christian Eriksen, Foto Wikipedia

Quando la stampa scoprì il retroscena di mercato tra Christian Eriksen e l’Inter i supporters nerazzurri non poterono far altro che applaudire al genio dell’AD Marotta per l’ennesimo affare condotto in porto. Venti milioni al Tottenham che si separava da uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni e cinque al giocatore sembravano un prezzo fin troppo conveniente per un’operazione di tale portata.

A soli sei mesi dal suo arrivo però, Eriksen continua ad essere un vero e proprio corpo estraneo nel tessuto della formazione interista. Conte non ha mai contemplato il ruolo di treaquartista da sempre interpretato dal giocatore e le sue prestazioni da interno di centrocampo hanno finito per farlo scivolare in ordine di gradimento anche dietro ai rincalzi Gagliardini e Borja Valero.

I poco più di 400 minuti giocati in Serie A in 11 apparizioni sono il segno di un feeling mai nato tra lui e il team. La decisione di rimetterlo sul mercato appare l’unica possibile per cercare di non bollare con una dannosa minusvalenza l’esperienza milanese dell’ex Tottenham.

Non deve essere semplice per un quasi ventinovenne reinventarsi completamente dopo anni passati a servire ghiotti palloni da insaccare con facilità a fenomeni come Harry Kane e Heung-min Son. Conte avrebbe voluto da lui vedere più l’applicazione del mediano all’estro del fantasista, un compromesso inaccettabile. Ecco perchè, nonostante mesi di estenuanti allenamenti per capire i misteri del nuovo ruolo e la caparbietà del mister salentino, il rifiuto di proseguire nello snaturamento del proprio gioco ha rimescolato le carte in casa Inter.

Non più incedibile e nemmeno al centro del progetto, Christian Eriksen potrà accasarsi ovunque egli desideri nella prossima finestra di mercato. Base d’asta: 60 milioni di euro, un contributo che non tutte potranno permettersi e che però darò la possibilità ad una vecchia volpe come Marotta di riempire le casse societarie con fondi freschi con cui dare l’assalto a ben altri profili.