Inter forza cinque, poco gioco ma tanta sostanza

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L’Inter non si ferma più, almeno per ora. Grazie alla vittoria per 1-0 contro il Verona di ieri sera la squadra di Mancini sale a 15 punti in classifica e comincia ad accumulare vantaggi significativi, ma pur sempre iniziali, sulle altre grandi squadre (+10 dalla Juventus, +9 dal Napoli, +7 dalla Roma) che si ritrovano un po’ a faticare. Felipe Melo, sempre più emblema della squadra, è stato il match winner con un grande stacco di testa su calcio d’angolo. Quarto 1-0 su cinque partite, sei goal segnati, uno solo subito. Prossimo step Inter-Fiorentina in casa, dopo Chievo-Inter sarà ancora prima contro seconda. Poi i nerazzurri cominceranno a trovare un calendario decisamente più ostico e lì si vedranno i veri valori (Palermo e Sampdoria fuori casa, Fiorentina, Juve e Roma in casa) .

I RECORD – Nella sua storia (si considerino i campionati a girone unico) l’Inter solamente altre due volte avevano vinto le prime cinque partite. Nel 2002/2003 l’Inter di Hector Cooper si portò a casa le prime cinque e pareggiò la sesta. Quell’anno l’Inter riuscì però in cinque partite a segnare 13 reti, 7 in più di quest’anno, ma comunque finì il campionato seconda a -7 dalla Juventus (che nelle prime cinque aveva comunque fatto 11 punti e non 5 come quest’anno). Cinque vittorie consecutive arrivarono anche nella stagione 1966/1967, quando in realtà la striscia si prolungò a sette consecutive, poi il pareggio all’ottava proprio contro la Juve. I goal segnati nelle prime cinque furono 15. Come finì il campionato? Ovviamente Inter seconda a -1 dalla Juventus, che anche allora riuscì a totalizzare 11 punti nelle prime 5 giornate. Statistica che non può che fare felici i tifosi bianconeri, seppur con l’evidente differenza dei 6 punti di gap attuali rispetto agli altri due precedenti.

GOAL FATTI POCHI, SUBITI POCHISSIMI – Felipe Melo e Mancini hanno le idee chiare: il modello di riferimento è il Barcellona. Modello di riferimento opposto sia chiaro. “Chi non vuole vedere come giochiamo (male, ndr) guardi il Barcellona” ha detto a caldo il Brasiliano. “Ma io nelle prime giornate non ho visto nessun Barcellona in Italia giocare bene e fare punti” ha giustamente dichiarato l’allenatore. Bisogna comunque essere prudenti con queste valutazioni perché ieri per la cronaca il Barcellona ne ha prese 4 in Galizia contro il Celta Vigo facendosi scavalcare in classifica sia dal Real Madrid che dalla stessa squadra gallega (oltre che dal Villarreal e dall’Atlético Madrid). Ma campionato spagnolo a parte l’Inter sta mostrando una buona solidità difensiva (ieri scalfita solo dalla traversa di Sala) ma un’altrettanta difficoltà realizzativa. Potrebbe sembrare strano che una squadra che gioca con un apparente 4-3-3 in realtà abbia difficoltà a segnare. La punta dell’Inter, Mauro Icardi, ieri ha avuto una sola (mezza) palla giocabile da trasformare in goal. Ljajic ha fatto intravedere buone cose ma non è mai riuscito a scardinare significativamente la difesa scaligera e Perisic sembra ancora non del tutto inserito, ma le cose buone le fa vedere quando si muove sulla fascia.

LA NINNA-NANNA DOPO IL GOAL – Se quattro volte su cinque l’Inter ha vinto 1-0, oltre a una buona dose di fortuna, un motivo ci sarà. Ieri a dimostrazione di come cambiano i nerazzurri quando passano in vantaggio c’è stato addirittura un cambio modulo. Mancini ha inserito in campo Biabiany e Jovetic passando a un finora inedito 4-4-2 con Perisic e Biabiany sulle fasce per cercare di chiudere il più possibile il gioco anche dalla mediana in su. Ma anche nelle altre partite dopo il vantaggio l’Inter ha sempre addormentato il gioco, cercando di spegnere la partita e farla finire così, non producendo palle goal nitide e sperando di chiuderla così. Per il momento è andata sempre bene, ma bisognerà riuscire anche a trovare il goal del 2-0 perché prima o poi gli avversari, vuoi per bravura, vuoi per fortuna che gira, il goal lo faranno. In ogni caso l’Inter non sta facendo vedere un gioco da grande squadra, ma è comunque riuscita a fare 15 punti. Sarà anche una boring Inter ma winner, sempre almeno per il momento.