Inter, incontri top secret durante la finale di Champions

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Marotta Conte
Beppe Marotta e Antonio Conte, a.d e allenatore dell'Inter. Fonte Youtube

La finale di Champions League non è mai un match banale. Mentre due squadre si contendono lo scettro di migliore d’Europa, intorno a loro si filano trame imprevedibili ed inattese. Il Wanda Metropolitano non è stato solo teatro di una gara, ma è diventato il crocevia di incontri tra le più importanti dirigenze del continente. Sulle tribune è stato un valzer di agenti di mercato, osservatori, dirigenti e allenatori, tutti accorsi per l’evento che darà il via alla stagione di mercato più calda di sempre.

Non è un caso che sulle tribune del nuovo stadio dell’Atletico abbiano fatto capolino anche l’appena ufficializzato Conte insieme all’a.d. Marotta e il presidente Steven Zhang. Avranno sicuramente goduto dello spettacolo del match, ma ancor di più avranno apprezzato l’incontro (che pare sia poi continuato in sede) coi vertici dei “blancos”. All’ordine del giorno il trasferimento a Milano di tre importanti pedine madridiste.

Durante il match l’amministratore delegato nerazzurro ha potuto apprendere che le intenzioni delle merengues sono di rifondare una squadra che nell’ultimo anno ha perso di carattere. Molti degli elementi di spicco potrebbero essere allontanati e questo ritornerebbe molto utile dalle parti di Appiano Gentile.

Il Real Madrid sembra ormai vicinissimo alla ufficializzazione di tre nuovi giocatori di assoluto livello quali Jovic, Mendy e Hazard. Per tre nuovi arrivi in rosa, tre ( o anche più) dovranno preparare le valige e iniziare a guardarsi intorno. E questo, per uno squalo come Marotta, è come sentire il sangue di una preda ferita.

I nomi sulla lista del dirigente sono davvero stimolanti. Gli occhi di Marotta e Conte sono puntati su due giocatori esperti e validi degli ex Galacticos e su un grande ritorno da figliuol prodigo in mezzo al campo. I primi due sono i prodotti della “cantera blanca”: Marco Asensio e Nacho Fernandez, l’altro è l’ex enfant prodige croato Mateo Kovacic. Per tutti e tre potrebbe aprirsi (o nel caso di Kovacic, riaprirsi) un futuro a strisce nere e azzurre.