Inter-Juve, scintille in campo e fuori. Cori, sfottò e poco fair play

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Castrovilli
Beppe Marotta e Antonio Conte, a.d e allenatore dell'Inter. Fonte Youtube

Gli ingredienti c’erano tutti. Una rivalità antica quanto la Serie A, tanti ex (tra cui l’ allenatore e il dirigente della rinascita), due tifoserie sempre agli antipodi e la battaglia per la testa della classifica del campionato. Inter e Juve erano entrambe chiamate a fare il grande colpo. A vincere sono stati i bianconeri ed i tanti supporters al seguito hanno avuto di che gioire circa l’impresa di San Siro.

Peccato che la gara non sia stata certo da ricordare per Fair Play e pacatezza, in campo come fuori. È bastato una piccola spintarella tra Dybala e Padelli all’imbocco del tunnel a fine primo tempo per scatenare un vero e proprio polverone. Basti pensare che due ex commilitoni come Bonucci ed Asamoah erano lì lì per arrivare a menar le mani per “difendere” i propri compagni. Solo il provvidenziale interventi di Gabriele Oriali ha evitato che il tutto degenerasse in qualcosa di più violento.

Come dicevamo, anche sugli spalti la tensione è stata palpabile da molto prima che il fischio d’inizio desse il via alla gara. Cori e sfottò si sono succeduti per tutti i novanta minuti. Inutile dire che il più bersagliato dai tifosi sia stato proprio Antonio Conte.

L’uomo dei primi tre scudetti di fila bianconeri è stato vittima del risentimento del popolo juventino che lo aveva elevato a condottiero della Vecchia Signora. A lungo gli è stata contestata la scelta di andare ad allenare gli acerrimi nemici nerazzurri a fronte di una militanza bianconera più che ventennale.

Episodio clou l’ultimo sfottò ai suoi danni a fine gara. Con gli uomini della Juventus corsi sotto la curva destinata ai propri tifosi, alto si è legato il coro : ” Salta con noi, Antonio salta con noi“. Inter-Juve, derby d’Italia, battaglia infinita che si rinnoverà in primavera.