Inter, dopo il mercato da Top si deve puntare alla Champions

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Roberto Mancini, allenatore dell'Inter
Roberto Mancini, allenatore dell’Inter

Durante la prima pausa del campionato – che diciamoci la verità, arriva sempre troppo presto: ci fanno finalmente sentire il profumo di campionato dopo il digiuno estivo e poi tac dobbiamo subito essere pronti a farne a meno per due settimane – per l’Inter è il tempo di guardarsi in faccia e fare il bilancio di questo scoppiettante calciomercato, in cui Roberto Mancini è stato accontentato con ben dieci nuovi innesti. Adesso metaforicamente la palla passa a lui giacché tutta Italia si aspetta una nuova Inter competitiva dopo quella del 2010.

MERCATO TOP – Al termine di entrambe le prime gare di campionato che i nerazzurri hanno portato a casa, il leitmotiv delle dichiarazioni di Mancini era uno: “Siamo pochi, pochissimi“. Detto da un allenatore il 30 agosto è decisamente preoccupante. Ma erano le parole di chi sapeva che l’indomani, deadline del calciomercato, sarebbe stato accontentato eccome, con gli ultimi tre colpi Alex Telles, Felipe Melo (inseguito da mesi) e Ljajic (il cui contratto è stato depositato alle 22:59 perché in fondo l’Inter fino all’ultimo ha provato a strappare Éder alla Sampdoria), che proprio in questi giorni stanno arrivando a Milano per le visite e i primi allenamenti. Il direttore Ausilio non ha però condotto un mercato all’insegna dello spendere follemente, perché nonostante il grande esborso per Kondogbia (chiaramente dovuto all’asta creatasi con i cugini) sono state effettuate anche cessioni importanti come Kovacic, Shaqiri e Hernanes all’ultimo giorno. Siamo di fronte sicuramente al miglior mercato dell’Inter dopo quello dell’estate pre triplete.

MANCINI DEVE FARCELA – Tuttosport qualche giorno fa scriveva: “Mercato da Triplete, Mancini ora tocca a te“. Stemperando un po’ l’esagerata valutazione, il giornale di Torino non ha tutti i torti. Mercato da triplete non può essere, perché del resto l’Inter la Champions non la fa (per il quarto anno di fila, una striscia negativa del genere risale agli anni novanta quando addirittura i nerazzurri non vi parteciparono per otto stagioni dal 1990 al 1998), però questo dev’essere l’anno in cui l’Inter torna a giocarsi la Champions in maniera significativa. Già il terzo posto sarebbe un problema visto il difficile preliminare che attenderebbe la squadra, e con le statistiche negative delle italiane degli ultimi anni non ci sarebbe da augurarselo, ma del resto sarebbe già un buon risultato dopo questi anni di mediocrità. I nomi, anche di spessore, sono arrivati, l’allenatore è stato accontentato praticamente in tutto (a eccezione di Yaya Touré, che non è stato possibile comprare e forse di Éder o Lavezzi) e ha le carte in regola per far tornare l’Inter in alto.

NON C’È DA ILLUDERSI – Le prime due vittorie ottenute contro Atalanta e Carpi, non devono comunque illudere la tifoseria. Bisogna ben ricordarsi che nel 2012/2013 all’undicesima giornata l'”armata” di Stramaccioni riuscì addirittura a espugnare lo Juventus Stadium portandosi a -1 dai bianconeri, ma alla fine l’Inter arrivò al nono posto a 33 punti di distacco dalla Juve. Le difficoltà arriveranno: proprio all’ottava giornata c’è Inter-Juventus, che sarà il primo reale banco di prova per Mancini, sempre che le cose fin lì saranno andate bene, derby alla prossima incluso. Jovetic, Perisic, Felipe Melo e Kondogbia sembrano essere giocatori tutti adatti al campionato nostrano che dovranno fare la differenza. Icardi in attacco è la certezza. In difesa sono finalmente arrivati nuovi difensori centrali importanti: Miranda (che ricorda un po’ l’affare Lúcio) e Murillo. Montoya arrivato dal Barcellona sembra subito essere stato scartato, ma vedremo se riuscirà a recuperare posizioni.

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