Inter, come ripartire dopo la sconfitta allo Stadium

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Lo Juventus Stadium ancora una volta funge da spartiacque della stagione dell’Inter. Nel 2012 fu una grande vittoria per 1-3 ad opera degli uomini di Stramaccioni a infondere effimere speranze ai tifosi nerazzurri, salvo poi vedersi sgretolare rovinosamente il castello dei progetti di gloria. Stavolta invece è una sconfitta, dopo le sette vittorie consecutive ottenute in precedenza, a riportare l’Inter con i piedi per terra. Nella stessa giornata le eventuali dirette concorrenti per il terzo posto, Roma e Napoli, strapazzano vigorosamente Fiorentina e Bologna anche per far capire chi realmente comanda. Adesso Stefano Pioli ha un calendario perfetto: in casa con l’Empoli e trasferta al Dall’Ara per dimostrare che contro le piccole l’Inter c’è; poi a San Siro arriverà la Roma, per un importante esame di maturità da terzo posto (probabilmente l’ultimo di questo campionato).

METTERE LA PARTITA DELLO STADIUM IN ARCHIVIO – Il calcio di punizione battuto da Chiellini che stava per mandare Icardi in porta; i (presunti) rigori non dati; le squalifiche a Icardi e a Perisić e chi più ne ha più ne metta, basta così. Basta scandagliare ai raggi X la partita e cercare le immagini dalla tribuna o dalle telecamere di sicurezza dello stadio per allungare la lista degli episodi incriminati che hanno (o avrebbero) compromesso il risultato. Adesso bisogna guardare avanti. Protestare contro l’arbitro che ha appena preso una decisione a nostro giudizio controversa (o addirittura avversa) lascia sempre il tempo che trova in quanto praticamente impossibile che si ravveda né che cambi decisione grazie alle proteste. Figuriamoci le chiacchiere da bar o i continui video di questa settimana, praticamente ogni giorno ne è uscito uno nuovo, quanto possano incidere (l’unica cosa che si fomenta è l’odio contro la classe arbitrale e specialmente contro Rizzoli, vittima di continui e deplorevoli insulti). Pratica ammissibile solamente per l’analisi dei singoli episodi a livello regolamentare non per dichiarare l’irregolarità della gara.

ASPETTI POSITIVI DA CONSERVARE – In altre stagioni l’Inter sarebbe potuta uscire sicuramente con le ossa rotte dallo Stadium, e invece la prestazione c’è stata. Specie nel primo tempo i nerazzurri si sono dimostrati in grado di poter mettere in difficoltà i bianconeri (il tiro a fil di palo finito a lato di João Mário dopo il quale persino Buffon, prontamente inquadrato, ha tirato un enorme sospiro di sollievo e le occasioni di Gagliardini). Poi nella ripresa, complice anche il golaço di Cuadrado, la partita è cambiata e rare sono state le occasioni da goal. La sconfitta in ogni caso ci può stare, nel senso che non sarà di certo questa partita a pesare nel giudizio del campionato della nuova Inter cinese. Purtroppo uno dei difetti, per ora (forse) non migliorabile, è che quando Pioli schiera dal primo minuto Icardi, Perisić e Candreva, le punte di fuoco dell’arciere nerazzurro sono tutte già caricate, e difficile risulta poi a partita in corso poter migliore la squadra in attacco con gli innesti di Éder e Palacio, scritti rispettivamente nell’ordine che vige nelle gerarchie di Pioli. Gabigol è ancora un oggetto misterioso che tutti i tifosi sperano (e probabilmente meritano) di vedere all’opera nelle prossime due partite. E il loro desiderio verrà probabilmente esaudito anche se non completamente per meriti del brasiliano ma per le squalifiche di Icardi e Perisić.