Ippoterapia, scopriamo i benefici per tutti

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Cos’è l’ippoterapia? Avete mai abbracciato un cavallo? Ebbene in quell’abbraccio avviene l’evocazione dei sentimenti più reconditi, quelli che reprimi o non sai nemmeno di provare. Perché abbracciare un cavallo è abbracciare la parte più vera di noi, quella da cui non puoi nasconderti.
Ecco perché i bambini li amano senza remore, loro sanno. Ed anche il cavallo sa, e si concede perché è generoso, si concede e si affida nonostante spesso l’uomo tutta questa fiducia non la meriti.

Il campo toroidale energetico del cavallo si estende per 3 mt di distanza e quindi è capace di percepire le sensazioni di chi gli sta intorno, e quando ad essere intorno a lui è un bambino, ecco che si apre un mondo fantastico fatto di scambio, ma anche di confronto soprattutto di confronto con le proprie emozioni, una specie di contatto animico.
Sono i bambini a chiedere di cavalcare, forse perché ricordano la rappresentazione simbolica dei grandi guerrieri, delle grandi azioni degli uomini, del cavalluccio sulle gambe del papà. Sta di fatto che quando sono su non vorrebbero più scendere. E allora perché farlo? Perché l’Ippoterapia va bene al cuore oltre che alla motricità. Per essere chiamata Ippoterapia occorre la presenza di un’equipe composta da medico, psicologo, fisioterapista e colui che si occupa fisicamente del cavallo. E’ dagli anni settanta che pian piano è diventata di grandissimo aiuto a tutti quei bambini che hanno deficit cognitivi o motori, e mira al raggiungimento dell’autonomia e al miglioramento della postura. Ma non solo. L’Ippoterapia è indicata anche a bambini particolarmente timidi o iperattivi. Il cavallo ha la capacità di calmare paradossalmente proprio con la sua andatura veloce, quell’andatura che ricorda il cullare della mamma e l’amore della madre stessa. Il cavallo poi insegna il rispetto perché è un animale che ha un fortissimo rispetto per sè stesso e attraverso la sua cura per esempio, come spazzolarlo, riesce a stimolare delle percezioni sensoriali particolari che soprattutto per i bambini autistici o sindrome di Asperger è stato di grandissimo aiuto.

Tantissimi sono i bambini che ogni anno chiedono di fare equitazione e ogni anno nascono centinaia di fiducie, di arrese, di scambi di amori duraturi con questi preziosissimi amici. Ed esiste un mondo, dei maneggi per essere precisi, che si chiamano “integrati” poiché esercitano equitazione congiunta tra bambini disabili e normodotati. Maneggi dunque dove sono rispettate tutte le esigenze del cavallo, come quella di farlo correre con il suo branco almeno 40 km al giorno e mangiare fieno senza muffa; unghia sane e nessun taglio trasversale sullo zoccolo, occhio sereno e vivo.

Winston Churchill disse“ c’è qualcosa nell’esteriorità del cavallo che ci attanaglia all’interiorità dell’uomo” e se partiamo dal presupposto che ciò è vero è arrivata l’ora di galoppare!

Ivana Di Giacomo