Italia: Éder e Pellè basta così grazie, c’è bisogno di altro

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La Nazionale Italiana di Calcio ha ottenuto un buon risultato ieri riuscendo a pareggiare per 1-1 contro la Spagna di Julen Lopetegui portandosi così a 4 punti nel girone (al pari delle Furie Rosse) e a due punti di distanza dall’Albania che è a punteggio pieno. Ieri si sono viste due partite in una: prima un’Italia timida ha dovuto subire il palleggio degli spagnoli che sono però riusciti a segnare solo grazie a un’uscita a vuoto di Gianluigi Buffon; poi la reazione degli azzurri ha portato al pareggio e si è rischiato anche di vincerla nel finale. Ma quello che davvero lascia perplessi (per usare un eufemismo) è la scelta del CT Ventura di schierare in attacco Pellé ed Éder. Quando alla fine sono entrati Immobile e Belotti hanno fatto la differenza e hanno cambiato la partita. Un motivo ci sarà?

È davvero difficile cercare di capire cosa ha portato Giampiero Ventura a confermare la coppia d’attacco (già probabilmente adoperata fin troppo dall’ex Commissario Tecnico Antonio Conte) Éder – Pellé, visto che i meriti di entrambi faticano ad uscire fuori. L‘italo-brasiliano da quando si è trasferito a gennaio dell’anno scorso all’Inter è un altro giocatore. Non ha praticamente quasi mai fornito una prestazione decente, e in quest’inizio di stagione, ormai riserva conclamata, non ha mai brillato né fatto vedere a De Boer che meritasse di entrare nell’undici titolare. Ancora più astruse quindi le motivazioni che lo hanno portato a conquistarsi il posto lì davanti  (oltre che discutibili sono anche quelle della sua convocazione). Graziano Pellè invece, dopo aver fatto la scelta economica di trasferirsi in Cina, e l’ormai stra-discusso rigore contro la Germania, sembrava dover uscire dai radar della Nazionale. Prima di discutere la prestazione calcistica (che in ogni caso è stata incolore) ieri c’è stata l’ennesima bravata dell’ex Southampton che si è rifiutato di dare la mano a Ventura dopo essere stato sostituito. Gli abbiamo perdonato il rigore, ora passerà anche questa? E se l’avesse fatto Mario Balotelli? Probabilmente si sarebbe già riunita una commissione parlamentare stamattina per discutere sul suo esilio o qualcosa di simile.

A proposito di Mario Balotelli, che se continua così potrà essere una buona pedina per le prossime convocazioni, c’è da difendere la scelta del CT di non convocarlo per questa volta. È un segnale. Ti sto seguendo, ma devi continuare così, non bastano di certo poche partite a convincermi. Solo così Super Mario potrà tornare quello di qualche anno fa, e finora si sta ben comportando senza andare mai sopra le righe (l’espulsione dell’ultima gara al Nizza era ingiusta). Tra le altre scelte che invece ci sentiamo di difendere quella di aver lasciato fuori Candreva ieri: non perché l’ex Inter non sia all’altezza della Nazionale, ma perché nel 3-5-2 è difficile trovargli un posto. Se lo si vuole far giocare bisognerà inevitabilmente cambiare modulo, e magari trovare il coraggio di farlo risolverebbe parecchie cose.