Jo Cox, la deputata inglese uccisa per i suoi ideali

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E’ morta per i suoi ideali Helen Joanne Cox. Deputata laburista aggredita alle porte di Leeds, nel West Yorkshire. Uno sconosciuto all’urlo “Britan First” l’ha accoltellata più volte. Ma ad essere fatali per Jo sono stati i tre spari successivi. Nonostante l’aggressore fosse scappato velocemente, la polizia l’ha individuato e fermato.

La tragedia è avvenuta intorno alle 14 di ieri. Nelle vicinanze della biblioteca di Birstall, località privilegiata nella campagna elettorale della deputata. Hithem Ben Abdallah, un testimone, ha raccontato ai media britannici di aver visto persone correre in strada, in direzione della biblioteca, e di aver sentito almeno due spari. Nella folla ha notato un uomo che indossava «un berretto da baseball bianco sporco», che ha iniziato a «spintonarsi con qualcuno» e poi le ha sparato tra due auto. «Sembrava avesse una pistola vecchia, come se fosse della prima guerra mondiale o ‘artigianale’. Non il genere di pistola che si vede normalmente», ha aggiunto Abdallah.

Inerme, distesa al suolo, la deputata ha aspettato per alcuni minuti i soccorsi. Una volta arrivata l’ambulanza, è stata trasportata immediatamente all’ospedale e ricoverata. Ma è stato tutto inutile: nel pomeriggio i medici hanno dovuto dichiarare l’ora del decesso.

Jo lascia dietro di sé una vita dedicata ai più deboli. Il suo obiettivo era rendere il mondo un posto migliore. Soprattutto per chi vive nelle condizione peggiori. Favorevole all’accoglienza e contraria alla Brexit, probabilmente è stata uccisa per ciò in cui credeva. Il marito, Brendan Cox, la ricorda pubblicando una sua foto su twetter. Scrive: «Una donna che credeva in un mondo migliore e che lottava a questo scopo ogni giorno della sua vita con energia e una grinta per la vita che sfiancherebbero la maggior parte delle persone».

L’aggressore è stato subito individuato e fermato dalle forze dell’ordine. Si tratta di Thomas Mair, detto Tommy, 52 anni, residente nella zona. Inglese dalla nascita, soffriva di disturbi psichiatrici. Da anni era abbandonato a se stesso. Viveva di stenti e lavori part-time. Negli ultimi anni si era affidato alla fede del partito National Alliance, un partito razzista ed antisemita. Secondo l’Indipendence, l’aggressore aveva anche legami con lo Springbok Club, gruppo visceralmente ostile all’Europa e simpatizzante del vecchio apartheid sudafricano. Probabilmente, Thomas ha agito per difendere un suo ideale politico: per fermare quella deputata che voleva a tutti i costi rimanere nell’Ue e dare accoglienza a chi non ha una casa sicura.

Per questo motivo, dopo l’aggressione i due schieramenti a favore e contro la Brexit hanno subito sospeso le rispettive campagne. L’annuncio dello stop è arrivato via twitter sia dal movimento “Stronger in Europe” che dall’ex sindaco di Londra Boris Johnson per il fronte del “Leave”. L’aggressione di Jo è la goccia che fa traboccare il vaso in un momento in cui la Gran Bretagna è spaccata in due. Ma dopo quest’avvenimento da quale parte cadrà il vaso?