Buonanotte con… Jorginho e la sua rinascita in azzurro

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Il calcio è fatto di mille storie, tutte diverse tra loro. A volte ci si sofferma su delle prestazioni negative, crocifiggendo il giocatore di turno che non rende come dovrebbe, senza pensare però al contorno e ai possibili motivi, nonchè alle possibili soluzioni. Quando viene prelevato dal Napoli nel Gennaio del 2014 dall’ Hellas Verona, Jorginho arriva con un curriculum alle spalle di tutto rispetto, fatto di ottime annate tra gli scaligeri. Ma il suo rendimento in maglia azzurra è tutt’ altro che positivo e il motivo, a distanza di un anno e mezzo, sembrerebbe abbastanza semplice: il centrocampista brasiliano ha sofferto il modulo della gestione Benitez e la poca fiducia nei suoi confronti. Nel classico 4-2-3-1 del mister spagnolo, il brasiliano ha reso al di sotto delle sue potenzialità, caricandosi sulle spalle un doppio lavoro, nel tentativo sia di impostare che di coprire. Nelle sue poche presenze, dimostra di soffrire parecchio il peso fisico e mentale del ruolo a lui assegnato, finendo successivamente nel dimenticatoio. Ad ogni modo, gli sprazzi più belli di sè li lascia in Coppa Italia, dove riesce a realizzare due reti, contribuendo quindi, seppur in parte, al trionfo della squadra azzurra che vincerà il trofeo. In estate si pensava fosse uno dei principali indiziati a lasciare la società partenopea, fino all’ arrivo di Sarri che, nonostante abbia richiesto e poi ottenuto con insistenza l’ acquisto nel medesimo ruolo di Mirko Valdifiori, ha voluto comunque trattenerlo per dargli una chance. Bingo. Oggi, Jorginho è un perno del centrocampo azzurro: sarà che si ritrova affianco sia un mastino come Allan che un capitano carismatico come Hamsik, ma ad oggi l’ ex Verona sembra un altro giocatore, capace di giocare con quella spensieratezza e quella determinazione che sembravano pura utopia fino a qualche tempo fa. Ad oggi, l’ intero cartellino pagato dal Napoli ( 8,5 milioni di euro complessivi tra prestito iniziale e successivo riscatto ) vale tutto e chissà se varrà ancora di più tra qualche anno, vista la sua giovane età ( 24 ) e gli ampi margini di miglioramento a sua disposizione. Un segnale forte e chiaro è destinato ad arrivare anche ad Antonio Conte, che potrebbe decidere di considerarlo nel giro della Nazionale Italiana, soprattutto per le età non più così verdi di Pirlo, Thiago Motta e De Rossi e all’ assenza in generale di giocatori con determinate caratteristiche a centrocampo. O Piranha ( così soprannominato dai tifosi del Napoli ) sembra essere tornato più aggressivo che mai, con i supporters azzurri sicuri che possa essere alla lunga il loro ” brasiliano ‘nnammurato “.