Juve, tutto su Vidal: ecco quando sarà al top

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TORINO – Anche quando avrebbe potuto versare qualche goccia di veleno sul pavimento, là dove Vidal sarebbe potuto scivolare, Allegri l’ha difeso. In pubblico, l’ha difeso. «Nessun caso». Fine gennaio. «Che uno esca dal campo arrabbiato perché viene sostituito è normale»: Parma, Coppa Italia. A fine settembre, invece, al tecnico qualcosina era scappato, post Bergamo. «Era seccato per la sostituzione? Stia sereno». In stile Renzi. Perché «lui ci fa fare il salto di qualità». Un premierato calcistico.

COPROTAGONISTA – Vidal non è più lui da un anno, e Allegri c’entra eccome. Attore coprotagonista. I due si condizionano a vicenda. Il giocatore indossa un’effigie e un nome pesante, ha l’etichetta del big sulla fronte e un carattere non esattamente facile. E Allegri è intervenuto in modo tatticamente invasivo sulla stagione del cileno. Cambiandogli ruolo. Da interno in sella al motorino nel 3-5-2, a trequartista seduto su una trottola nel 4-3-1-2 di ultima generazione. Prima, percorreva su e già ideali corridoi di prato, sempre tirando al massimo quell’elastico che Conte gli aveva messo al collo. Adesso, tende a ruotare su un numero di mattonelle più ridotte, arando meno fughe, trovando spazi ad alto rischio di avvitamenti nell’imbuto delle difese altrui. Vidal sostiene di non avere problemi tattici. Per Allegri il cileno è la soluzione sulla trequarti. Però a gennaio inseguiva Sneijder e Mkhitaryan: vorrà dire qualcosa. Ci si domanda se il nuovo ruolo, la ragnatela del possesso palla, la riduzione del pressing estremo a tuttocampo, l’intensità diversa degli allenamenti e del ritmo partita (tutti su parametri inferiori rispetto a Conte) siano il piedistallo migliore per lucidare il cileno. I disagi della scelta si intravedono da fuori, per quanto negati dall’interno. Allegri ci crede. Sarà un fatto di pazienza, a questo punto. E la Juve ha mostrato tantissima pazienza. Anche quando, pochi giorni prima della partita con la Roma, a ottobre, l’Arturo Settebellezze sventrò un’alba davanti a una discoteca con una rissa. Di mezzo, si disse, una ragazza. Finì in panchina contro i giallorossi: chissà come mai.

«CENTOMILA EURO» – «Vidal ha un modo particolare di divertirsi, noi dobbiamo tenerlo a bada e controllarlo. Una multa di 100 mila euro? Forse è poco», avrebbe poi detto Marotta. Mostrando, per l’appunto, enorme pazienza. Più grande, questa, della virulenza dei passaggi dialettici citati. Proteggere Vidal, per favorirne il recupero, è un’opera di sopraffina strategia patrimoniale. Mettiamola così. Ripensando a tutti i casi, i casini e casotti degli ultimi due anni. Basta e avanza citare l’ad bianconero.

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