Keira Knightley: “Ecco perché scelgo spesso drammi storici”

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Keira Knightley. Fonte wikimedia commons

Keira Knightley è sulla copertina della rivista Variety.

L’attrice presenterà in anteprima il suo nuovo film, “Colette”, basato sulla vita della scrittrice francese Gabrielle Colette, al Sundance Film Festival il 20 gennaio.

La rivista Variety ha chiesto l’opinione dell’attrice sullo scandalo Weinstein, in base alla sua esperienza personale con il produttore.

Keira Knightley si è dichiarata ignara dei fatti ma desiderosa di un cambiamento, affermando: 

“La mia esperienza con Harvey Weinstein è sempre stata molto professionale. Abbiamo fatto dei film insieme e lui si è sempre comportato bene. Conoscevo la sua reputazione di bullo. Era noto che lui fosse solito chiamare nel mezzo della notte per urlare contro alle persone. Con me non l’ha mai fatto e non mi ha mai chiesto massaggi o cose simili. Non ero a conoscenza delle accuse di stupro o aggressione. Per la prima volta le persone stanno condividendo le proprie storie. Le persone avevano una paura tremenda di parlarne perché temevano le ripercussioni. Non penso che tutti fossero a conoscenza della gravità della situazione”. 

L’attrice ha anche rivelato perché non scelga molti progetti ambientati al giorno d’oggi

“Con l’ascesa di Netflix e Amazon adesso stiamo vedendo dei personaggi femminili forti e più storie incentrate sulle donne sulle piattaforme streaming. Non giro molti film ambientati nel presente perché la maggior parte delle volte i personaggi femminili sono quasi sempre vittime di stupro. Trovo sempre qualcosa di disgustoso nel modo in cui le donne vengono rappresentate. Invece ho sempre trovato dei personaggi femminili stimolanti nei drammi storici che mi sono stati offerti. Un miglioramento però c’è. Improvvisamente mi sono arrivate delle sceneggiature ambientate nella nostra epoca con personaggi femminili che non vengono stuprati nelle prime cinque pagine del copione e non sono semplicemente solo l’amorevole fidanzata o moglie.”

Infine Keira Knightley ha anche riflettuto sulla fama precoce ai tempi di “Pirati dei Caraibi”.

“Mi è sembrato davvero orribile. Non sono estroversa. Per me quello scrutinio costante e quel livello di fama sono stati davvero pesanti. Ero ancora nell’età quando non sai chi diventerai o nemmeno chi sei e hai bisogno di commettere errori. è un’età molto precaria,in particolare per le donne. Per certi versi sei ancora una bambina. Per me è stato traumatico ma ha spianato la strada. Non penso che farei qualcosa di diverso se ne avessi la possibilità. Adesso sono estremamente fortunata. Sono molto contenta della mia carriera. Ho un livello di fama molto meno intenso e so affrontarla. All’epoca invece non ero preparata e solo grazie a molti anni di terapia sono stata in grado di affrontare tutto”.