L’ Isis rivendica l’abbattimento dell’aereo precipitato sul Sinai

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È giallo sulle cause dell’incidente aereo avvenuto stamattina nelle montagne del Sinai, dopo soli 23 minuti dal decollo. L’Airbus 321 della low cost russa Metrojet (ex Kogalymavia)  partito da Sharm el-Sheikh e diretto a San Pietroburgo si è portato via 217 persone, tra cui 17 bambini.

Non chiare le cause dell’incidente. Inizialmente si era pensato ad un’avaria. Solo nel primo pomeriggio l’Isis, sul web, ne ha rivendicato l’abbattimento: “Lo abbiamo colpito noi”. L’affermazione è tutta da verificare. Il ministro dell’Aviazione civile egiziano, Mohamed Hossam Kemal, ha sottolineato: “troppo presto per stabilire le cause”. Al momento nessuno si azzarda a ipotizzare che possa essere stato abbattuto da miliziani jihadisti che combattono nel nord del Sinai. Già nel luglio 2014, infatti, l’aereo della Malaysia Airlines era precipitato a causa di un missile nei cieli dell’Ucraina.

Nel frattempo , una fonte della sicurezza egiziana ha riferito  all’agenzia tedesca Dpa, che i soccorritori hanno recuperato la scatola nera, decisiva per capire che cosa realmente sia accaduto.

Le testimonianze affermerebbero che i piloti dell’A321 avevano denunciato problemi a un motore e l’aereo aveva richiesto più volte assistenza. Forse questo il motivo che ha spinto il Comitato investigativo federale russo di aprire un’inchiesta sulla compagnia Metrojet “per violazioni delle normative sui voli e sui loro preparativi”.

Il presidente russo, Vladimir Putin ha proclamato per domani, 1 novembre, lutto nazionale, oltre ad esprimere le più profonde condoglianze alle famiglie delle vittime.

Il capo del Cremlino ha deciso l’invio di una missione di esperti in Egitto guidata dal ministro per le Emergenze, Vladimir Puchkov, a cui partecipano i ministri dei Trasporti, Maksim Sokolov, e il capo dell’ente per l’aviazione civile, Alexander Neradko.

A raggiungere il luogo della tragedia anche il premier egiziano, Sharif Ismail insieme ad alcuni ministri.