venerdì, Agosto 7, 2026
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Estate 2025, allarme per i lidi e le città di mare: “Condizione economica molto critica”

A parte la domenica, quest’estate 2025 vede spiagge più vuote rispetto agli anni passati. A lanciare l’allarme sono stati gli imprenditori del settore turistico, denunciando la situazione che coinvolge tutta la costa italiana. Questa situazione sarebbe dovuta alla difficoltà economica vissuta dalla maggior parte delle famiglie italiane e il calo generalizzato del turismo, anche straniero. Ci sono, però, casi di lidi dove gli ombrelloni non sono chiusi e tutti i lettini occupati.

“Condizione economica molto critica” – Stando ai dati raccolti dall’Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria, la stagione balneare 2025 sembrerebbe registrare un calo compreso tra il 20% e il 30% rispetto agli anni precedenti. Anche bar, ristoranti e noleggi registrano un netto calo. Solo la domenica si salva, ma con un turismo “mordi e fuggi” che non sostiene l’economia del settore.

A dare voce agli imprenditori del settore del turismo è Fabrizio Licordari, presidente dell’Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria. Attraverso una nota Licordari ha chiesto al governo di difendere il settore balneare italiano dagli attacchi dei tecnocrati di Bruxelles, che vorrebbero mettere a gara le concessioni in modo illegittimo” e contrastare “ogni tentativo di smantellamento del comparto”.

Parlando di questo preoccupante calo, Licordari ha dichiarato:

“Il fenomeno è figlio di una condizione economica molto critica. Il caro vita – bollette, affitti, carburante, mutui, generi alimentari – colpisce direttamente il potere d’acquisto delle famiglie. Anche in presenza di due stipendi, molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese. In queste condizioni, è naturale che le prime spese a essere ridotte siano quelle per svago, divertimento e vacanze. E anche il turismo straniero, soprattutto europeo, sta rallentando, influenzato da uno scenario internazionale instabile, con due conflitti in corso, nuove tensioni commerciali e incertezze economiche che riducono la propensione a viaggiare”.

A subire gli effetti di tale fenomeno non sono solo gli stabilimenti balneari, ma le località costiere che fanno del turismo la loro fonte primaria. Assobalneari ha così consigliato ai suoi associati di non aumentare le tariffe, ma di prevedere adeguamenti minimi, così da sostenere le famiglie in difficoltà. In Italia sono presenti soluzioni per ogni fascia di reddito.

Il presidente dell’associazione ha così concluso:

“È necessario che il Governo continui a difendere il settore balneare italiano dagli attacchi dei tecnocrati di Bruxelles, che vorrebbero mettere a gara le concessioni in modo illegittimo, ignorando la storia, il valore sociale e il modello economico delle imprese familiari che da generazioni operano lungo le nostre coste”. Inoltre, Assobalneari Italia “rinnova l’appello alle istituzioni nazionali affinché venga respinto ogni tentativo di smantellamento del comparto, riconoscendo la sua centralità per l’identità e l’economia del Paese”.

LE PROTESTE – Davanti le grida di protesta degli imprenditori delle località balneari, il Codacons solleva diverse polemiche. Basandosi sui dati Istat, l’associazione sottolinea l’aumento delle tariffe di lidi e piscine sono cresciuti del 32,7% dal 2019 a oggi, costi che molte famiglie non possono affrontare.

A scagliarsi contro questa categoria è anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che ha così sostenuto:

“I balneari si lamentano perché gli italiani non vogliono farsi estorcere 100 euro per un lettino? È il prezzo dell’arroganza di chi ha tenuto in ostaggio le spiagge, opponendosi alle gare e gonfiando i prezzi. Il governo Meloni è complice, e la ministra Santanchè la principale responsabile. Altro che ‘Open to meraviglia’: siamo alla fine di un modello che non ha nulla di meraviglioso”.

IL CASO DI BIBIONE – Ma non ovunque la situazione è negativa. A Bibione (Venezia), per esempio, Ferragosto fa registrare il tutto esaurito con 18mila ombrelloni occupati e prezzi a partire da 21 euro. Andrea Anese, presidente del Consorzio Turistico Bibione Live, sottolinea:

“Non ci deve interessare se una famiglia si porta lo spuntino da casa sotto l’ombrellone è molto più importante, ad esempio, che rispetti il divieto di fumo in spiaggia, lasci pulito e viva il tempo con serenità. Questo è il senso della vacanza: ogni ospite deve sentirsi felice della scelta, indipendentemente dal tipo di esperienza che può permettersi”.

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