La Ducati si conferma leader del settore moto: una panoramica del modello Monster

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Ducati Logo, Fonte Wikipedia

Uno dei modelli della Ducati che ha riscosso maggior successo in tutta la gloriosa storia di questo marchio è il Monster. La fisionomia e la conformazione dell’iconico modello Ducati monster sono però cambiate nel tempo: dopo i classici modelli iniziali, si sono prodotte una serie di nuove versioni alternative senza però compromettere mai le sue caratteristiche tipiche che permettono di identificare questo modello da oltre quindici anni.

Il primo prototipo di questa motocicletta fu progettato addirittura nel 1992 da Miguel Galluzzi, ma il primo modello, il Monster 900, vide la luce solamente un anno dopo con il suo famosissimo “Pompone”, ossia il 904 cc Desmodue, un antenato della gamma Super Sport.

Nel 1997 la maggior parte dei modelli subì delle piccole modifiche, tranne il 900, che portò a un leggero depotenziamento a favore di altre caratteristiche, specialmente per rendere le motociclette più trattabili e fluide.

Il primo tentativo di riavvicinarsi ai primi modelli si realizzò nel 2014 con la Ducati Monster 1200. Innanzitutto, grazie al motore Testastretta 11 DS da 1198 cm³. Una delle sue caratteristiche principali fu la frizione a bagno d’olio e le sospensioni Kayaba da 43 mm.

L’ultima versione, il Monster 797 è appunto un ritorno alle origini come indica anche il serbatoio tipico delle prime motociclette. Questo modello permette una guida comoda e facile con delle pedane un po’ più basse e poste leggermente in avanti rispetto all’821. Per quanto riguarda il motore, il nuovo 797 ne ha uno da 88 x 66 mm, un modello simile a quello del 796, ma leggermente meno potente per poter rientrare nella classificazione di Euro 4. Per i centauri più esigenti è stata progettata anche una versione Plus dotata di coprisella e cupolino.

La Ducati è nata nel 1926 per volere dell’ingegnere Antonio Cavalieri Ducati. Lo scopo iniziale della società era quello di produrre tecnologie per la radio. Dopo i problemi avuti nella seconda guerra mondiale, in cui gli stabilimenti prodotti vennero bombardati dalle truppe tedesche, nel 1975 l’azienda passò sotto il controllo dello stato italiano. Nel 1998 il Texas Pacific Group ha rilevato il 100% delle azioni mutando la denominazione dell’azienda in Ducati Motor holding Spa. Nel 2006, però con l’investimento di Investindustrial holdings di Andrea Bonomi, la Ducati è tornata in mani italiane. Nel 2012 venne in seguito acquisita dalla Lamborghini.