La luce sugli oceani: quando la corrispondenza era l’unico sogno d’amore

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Fonte foto: screen da youtube

Tom e Isabel sono due persone che si innamorano come ci si aspetterebbe da due personaggi nati e cresciuti poco dopo la Prima Guerra Mondiale. Ciò che li differenzia dai personaggi storici che abbiamo imparato a conoscere è la presa di coscienza di quel legame che sfida le distanza e permette ad un amore prematuro di consumarsi tra le onde di un mare che divide una donna ed uomo.

Ad Isabel, si invidia la capacità di saper mollare tutto e accettare di vivere in isolamento in un faro, lontano dalla sua città per l’amore della sua vita. Derek Cianfrance mette in scena il romanzo di Stedman, “La luce sugli oceani” e proietta su pellicola una storia d’amore straordinaria, consumata dalla tragicità degli eventi.

Questo film spiazza gli spettatori e li fa sentire come se loro stessi avessero perso qualcosa. Alicia Vikander incarna il dramma che ancora oggi viene affrontato da molte donne, sofferto e intollerabile, l’infertilità! La giovane donna seducente e fragile che impariamo a conoscere all’inizio del film, pian piano si consuma diventando lo specchio riflesso dei propri incubi.

In questo dramma, trova luce una bambina teatro dei tragici eventi che il mare talvolta porta con se. Lucy diventa così la bambina che Isabel e Tom imparano ad amare come loro figlia. La stessa giovane donna che venti anni più tardi, malgrado gli eventi che li hanno separati, tornerà da quello stesso uomo e quella stessa donna che un giorno chiamava genitori.