La Melevisione compie 18 anni: le parole di Milo Cotogno

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Fonte foto: Youtube

Era il 18 Gennaio 1999 quando il Fantabosco prendeva vita nei sogni e nella televisione dei bambini. La Melevisione è un progetto Rai che nasce dalle menti di autori straordinari.

Melevisione è stato ed è tutt’ora per le nuove generazioni, un momento di assoluta magia. Questa magia vieni eseguita da attori di talento che hanno dato vita attraverso le loro sfumature artistiche a personaggi che i bambini hanno sempre desiderato imitare.

Un gesto importante quello del Fantabosco, sopratutto per i valori che il programma ha sempre tramesso attraverso gli episodi. L’importanza dell’amicizia, il rispetto degli altri, il perdono sono tutte caratteristiche che hanno fatto del Fantabosco un posto da cui attingere tanto.

In occasione del 18° compleanno di Melevisione abbiamo intervistato per voi, il folletto più magico del mondo Milo Cotogno (Lorenzo Branchetti):

Cos’è che rende Melevisione così speciale?
Non c’è niente di più speciale che raccontare la realtà del mondo ma con un linguaggio totalmente fiabesco: tutto quello che si vede e che viene raccontato nella Melevisione è reale, è tutto quello che i bambini un giorno affronteranno poi nella vita, dalle cose belle alle cose brutte.
Tutto questo viene raccontato in modo così speciale grazie alla bravura degli autori che hanno scritto in 18 anni circa 2000 puntate, grazie agli attori che sono VERI nei loro personaggi (e i bambini, fidatevi, se ne accorgono subito se sei vero oppure no), grazie ai registi e a tutti coloro che hanno lavorato dietro al programma. Nel Fantabosco ogni minimo dettaglio è curato attentamente, da una singola foglia di un albero alla decorazione dell’anello della Regina, dalle musiche di sottofondo ai colori del cielo, dal trucco dei personaggi ai movimenti delle telecamere, tutto.
Credo sia un programma unico per i più piccoli e mi auguro che possa tornare in onda quotidianamente. I bambini hanno sempre bisogno di favole.

Qual è il ricordo migliore che Milo conserva per se?
Ne ho tanti, tantissimi!
Ricordo il primissimo autografo (ma non tanto per l’autografo, parlo dell’emozione): avevo 23 anni e ricordo che mi fermai in un autogrill quando un bambino mi chiese appunto un autografo; io facevo la Melevisione da un mesetto e non capì neanche cosa intendesse con “posso avere un autografo?”. Per me era assurdo che qualcuno mi chiedesse una firma, mai avrei pensato di farne uno così, pensai si trattasse di uno scherzo organizzato dai miei fratelli che erano con me… invece era tutto vero! Ero così emozionato che poi a quel piccolo bimbo invece di firmare Milo, firmai Lorenzo Branchetti.
Oppure ricordo i numeri dei tour teatrali; nel 2005 eravamo al Palalottomatica a Roma e c’erano quasi 10.000 spettatori presenti all’evento. Io dovevo entrare in scena e da dietro le quinte sentivo diecimila voci che urlavano il mio nome “Milo! Milo! Milo!”. Una sensazione da Rockstar, emozione indescrivibile, ricordo il cuore in gola… fantastico.
Diciamo che su tutti però, il sorriso dei bambini quando ci incontravamo dal vivo alla fine di uno spettacolo, forse questo è il ricordo che più mi ha riempito il cuore negli anni e che porterò sempre dentro di me. Il sorriso, gli occhi sognanti dei bambini soltanto perché mi guardavano da vicino e gli abbracci infiniti. Emozioni che non si descrivono.

Oggi Melevisione compie 18 anni, i bambini che vi hanno seguito fin dall’inizio ora sono adolescenti o poco più che maggiorenni. Quali sono i valori che senti di aver trasmesso loro?
I messaggi che oggi mi scrivono gli adolescenti e maggiorenni (e ne ho ricevuti veramente migliaia e migliaia) sono quasi totalmente di affetto profondo, stima e sopratutto di ringraziamento per aver dato loro una compagnia sana e costante e per aver dato loro anche la capacità di sognare e viaggiare con la fantasia.
Credo che Melevisione sia un po’ come la figura di un nonno, una persona estremamente saggia, che si prende sulle ginocchia il nipotino per sussurrargli  nell’orecchio una bella storia e per farlo così addormentare con un sorriso.

Re Quercia, Re del Fantabosco, nella sua ultima puntata elenca tre doni, le tre virtù più importanti che servono per regnare bene dopo la sua partenza:
-la fraternità e la cura degli altri,
-la giustizia e l’onestà
-la libertà, senza infrangere le leggi.
E direi che forse queste tre virtù sono state anche un bellissimo dono lasciato a tutti i nostri amici bambini che oggi sono diventati grandi.

Amici, lasciate sempre vivo il bambino che è dentro di voi, curiosate, non stancatevi mai di imparare, di conoscere, di sorridere e di fare del bene, solo così il mondo può cambiare in meglio… parola di folletto. 🙂

#buoncompleannoMelevisione
#lamelevisionenonhaetà

Ringraziamo Lorenzo Branchetti per essersi prestato volentieri alle nostre domande. Ricordiamo che Melevisione va in onda ogni sabato mattina alle 8:40 (replica) nella speranza che ben presto gli attori potranno ritornare a vestire gli abiti fiabeschi del Fantabosco.

Si può riportare l’intervista anche solo parzialmente a condizione di citare la fonte Dailynews24.it o postando il link. Per restare sempre aggiornati sulle ultime novità, diventate fan della nostra pagina Facebook.