La nuova Inter di De Boer deve ancora crescere

Solo un punto dopo due giornate per il neo allenatore olandese, ma qualche sprazzo di positività si è già visto.

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Due partite e un solo punto. Inizio di campionato diametralmente opposto a quello dell’anno scorso (quando vinse le prime cinque gare consecutive) per la nuova Inter di Roberto Manc… Ehm di Frank De Boer: lapsus che ha colpito per esempio il telecronista Di Mediaset Premium nel pre-partita, ma ci sta visto che l’olandese sta ancora prendendo le misure della Pinetina. Un po’ tutti gli addetti ai lavori sono convinti che c’è ancora tanto da lavorare ma che si è cominciato a vedere qualcosa di diverso dagli anni scorsi. Nel frattempo però Chievo e Palermo hanno già tolto punti ai nerazzurri che per l’ennesimo anno puntano a tornare in Champions League.

ORANJE STYLE – L’inizio di stagione è stato a dir poco caotico con il cambio allenatore durante la preparazione. Erick Thohir, che il nome di De Boer ce l’aveva in mente praticamente da quando è arrivato all’Inter e trovò Mazzarri sulla panchina, durante i suoi trasferimenti tra gli States, Milano e Rio de Janeiro (in quanto presidente del comitato olimpico dell’Indonesia) proprio non ha potuto tollerare i dissapori di mercato con Mancini. Ciliegina sulla torta il 6-1 rifilato all’Inter dal Tottenham, ed ecco che l‘ex allenatore dell’Ajax è arrivato ad Appiano Gentile. Frank dà l’impressione di non avere ancora ben chiaro come giocare. Nella prima giornata ha azzardato un improbabile 3-4-1-2 per poi tornare al suo 4-3-3 nella gara di ieri. I tre attaccanti con Icardi punta centrale sono ovviamente un punto fisso. Un altro punto fisso, si spera, dovrà essere Antonio Candreva, man of the match contro il Palermo. L’ex Lazio è praticamente l’unico in grado di fare la differenza sulla fascia ma soprattutto di fare cross e servire Maurito, asse imprescindibile per il successo di questa squadra. Tralasciando un momento la tattica l’ultimo appunto di stile e comunicazione da fare all’olandese è sulle sua dichiarazioni post gara. “Avremmo potuto vincere 4-1“. Bisogna fargli capire che nel vocabolario calcistico italiano il modo condizionale tempo passato non è ammesso, ma ci arriverà da solo.

SERVIRE MAURO ICARDI E AIUTARE BANEGA – Devono essere questi gli imperativi di questa squadra. Ieri per 60 minuti circa sembrava di vedere sprazzi dell’Inter dell’anno scorso con Icardi completamente isolato lì davanti incapace di poter realizzare una conclusione. Poi l’Ingresso di Candreva ha cambiato le carte in tavola e ha permesso all’argentino (in compartecipazione con l’allegra difesa rosanero) di pareggiare i conti. Bisognerà quindi capire chi affiancare a Icardi e Candreva lì davanti ma la speranza anche per l’investimento fatto è che Gabigol si riveli da subito pronto per completare il tridente con Perisić ed Éder pronti a subentrare per dare una mano. Ieri entrambi non sono riusciti a interagire più di tanto con Icardi e De Boer dovrà cercare di affinare la fluidità del gioco e includere l’argentino nella fase di costruzione del gioco offensivo, altrimenti le difese avversarie rischiano di prendergli sistematicamente le misure neutralizzandolo. Altra nota positiva è quella di Ever Banega, instancabile faticatore a centrocampo ha corso tantissimo e ha toccato tantissimi palloni: può essere una pedina importante se riesce a trovare il feeling con João Mário (visto che con Kondogbia ieri non è andata benissimo, il francese sembra sempre troppo macchinoso). Infine la pecca di questa squadra sembrano essere i terzini: De Boer ancora non ha fatto capire chi sono i titolari (a parte la fiducia, discutibile, data a D’Ambrosio).