La storia delle molestie di Woody Allen a sua figlia, Dylan Farrow

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Woody Allen, font Flickr
Woody Allen, font Flickr

Dylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen rilancia le accuse di violenza sessuale in diretta TV. Dopo la fine della relazione, Mia Farrow e Allen affrontarono una battaglia legale per l’affido dei figli. Fu Allen a chiedere la custodia dei figli dopo che il pediatra dei bambini denunciò Allen per aver molestato Dylan il 4 agosto 1992, come le aveva raccontato la stessa bambina.

All’epoca Dylan Farrow aveva sette anni, ma raccontò la sua versione dei fatti in una lettera resa pubblica nel 2014.

“Qual è il vostro film preferito di Woody Allen? Prima di rispondere dovreste sapere che quando avevo sette anni, Woody Allen mi prese per mano e mi portò in una piccola soffitta al primo piano di casa nostra. Mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello.

Quindi abusò sessualmente di me, e mi parlò mentre lo faceva, sussurrandomi che ero una brava bambina, che questo sarebbe stato il nostro segreto, e mi promise che saremmo andati insieme a Parigi e io sarei stata una grande attrice nei suoi film. Ricordo che fissai quel trenino girare in tondo lì in soffitta, e ancora oggi mi viene difficile guardare i trenini.

Da quando ho memoria mio padre fece sempre con me cose che non mi piacevano. Non mi piaceva che mi portasse spesso via da mia madre, dai miei fratelli e amici per stare solo con me. Non mi piaceva quando mi metteva il suo pollice in bocca.

Non mi piaceva quando dovevo andare a letto con lui sotto le coperte quando indossava solo le mutande. Non mi piaceva quando metteva la sua testa sulla mia pancia e ci respirava contro. Mi sarebbe piaciuto nascondermi sotto i letti o chiudermi in bagno per evitare questi contatti, ma lui mi trovava sempre. Queste cose succedevano così spesso, così normalmente.

In modo così abilmente nascosto da una madre che mi avrebbe protetta se avesse saputo, che pensavo che fosse normale. Pensavo che fosse quello il modo in cui i padri si comportavano con le proprie figlie. Ma quello che mi fece in soffitta fu diverso. Non potevo più tenere il segreto.”

In seguito alle accuse di Dylan, furono condotte delle indagini dalla Clinica per gli abusi sessuali sui minori e dai servizi sociali infantili. Entrambi giunsero alla conclusione che non ci fossero state delle molestie sessuali.

Woody Allen ha sempre negato le accuse. Lui ha sempre sostenuto che la figlia fosse stata spinta dalla madre. Nel 2014, dopo la pubblicazione della lettera. Moses Farrow, prese le difese di Woody.

“E’ ovvio che Woody non ha molestato mia sorella. Lei gli voleva bene e non vedeva l’ora di vederlo, quando lui veniva a trovarla. Non si è mai nascosta da lui finché nostra madre non è riuscita a creargli attorno un’atmosfera di paura e odio.

Il giorno di cui parla Dylan, in casa eravamo in sei o sette. Eravamo tutti in camere aperte e nessuno, né mio padre né mia sorella, era chiuso in una stanza. Mia madre era uscita a fare shopping. Io non so se mia sorella davvero creda di esser stata molestata o se stia cercando di compiacere mia madre. Avere nostra madre dalla propria parte era una motivazione molto potente, dato che averla contro era terribile.”

Così difese il padre, Moses, fratello di Dylan. In seguito, oggi in un’era di denunce. Mia ripresenta le accuse e Allen risponde con un comunicato stampa.

“Quando questa accusa fu fatta per la prima volta più di 25 anni fa, fu investigata minuziosamente sia dalla Clinica per gli abusi sessuali sui minori dell’Ospedale di Yale-New Haven sia dai servizi sociali infantili dello Stato di New York. Entrambe le istituzioni ci lavorarono per mesi. E indipendentemente l’una dall’altra conclusero che non c’era stata nessuna molestia. Al contrario, ritennero probabile che una bambina vulnerabile fosse stata istruita a raccontare una storia da sua madre, arrabbiata per una difficile separazione.

Il fratello maggiore di Dylan, Moses, ha detto di aver assistito proprio a questa cosa. A momenti in cui sua madre istruiva costantemente Dylan cercando di passarle l’idea che suo padre fosse un pericoloso predatore sessuale. Sembra che abbia funzionato e, tristemente, sono sicuro che Dylan creda davvero in quello che dice.

Ma nonostante la famiglia Farrow stia usando cinicamente l’opportunità presentatale dal movimento Time’s Up per rinnovare questa accusa screditata. Essa non è più vera che in passato. Non ho mai molestato mia figlia, come tutte le indagini conclusero un quarto di secolo fa.”