La vita del principe della notte, Roberto De Crema: che cosa fa oggi?

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Roberto De Crema, fonte: Wikipedia

Alcuni lo conoscono con il soprannome “il baffo”, il “Baffo da crema” o “il principe della notte”, ma il suo reale nome è Roberto De Crema: personaggio molto conosciuto durante gli anni 80′-90′, grazia al suo modo di fare nel campo della televendita. Quest’ultimo consisteva nel condurre le vendite con un tono di voce alzata in modo spasmodico, continui pugni sbattuti sui tavoli, respirazione asmatica, e un costante maltrattamento degli oggetti reclamizzati per provarne l’indistruttibilità.

Il suo scopo era di vendere i propri prodotti a qualsiasi italiano lo ascoltasse. Per questo motivo il suo modo di comunicare veniva applicato a qualunque tipo di oggetto, anche di scarso valore, tra cui orologi, tute dimagranti, scale snodabili, camicie, giubbini in pelle.

Proprio a causa di questo lavoro, in quegli anni, Roberto ricevete una multa in quanto aveva violato le norme sul diritto di recesso utili per tutelare la vendita a distanza. La sanzione che Roberto si trovò applicata su di lui era di una cifra molto alta, ossia di 1.000 miliardi di lire che corrisponde circa a mezzo miliardo di euro. Solo in un secondo momento questa cifra fu abbassata notevolmente, proprio perché il capitale della sua azienda non era così alto come si credeva in precedenza.

Negli anni ’90 l’uomo ha cercato di entrare nel mondo dello spettacolo anche come personaggio tv, infatti, nel 1995 incide un disco di musica dance intitolato Vendo (Parola di Baffo) e nel 1996 prende parte al film Chiavi in mano, interpretando se stesso che vende una scopa in chiave medievale. Egli infatti fu anche un imprenditore con diverse società che avevano sede per lo più tra Vignate e Gorgonzola, sono state, nell’ordine: Idroitalia (specializzata inizialmente nella vendita di idromassaggi), Da.Bi Idroitalia, Eurodabi, Televenditalia, e Direct.

Il mondo dell’imprenditoria però, lo portò al punto più basso della sua vita: durante i primi anni del 2000 Roberto è accusato di bancarotta fraudolenta. Tre furono le società che dichiararono il fallimento nel momento in cui egli ricopriva il ruolo di amministratore. E così la sentenza arrivò nel 2005, anno in cui iniziò la sua condanna di 2 anni e 4 mesi di carcere.

Quella brutta parentesi, al giorno d’oggi è stata superata. L’ex imprenditore milanese ha 68 anni e si è trasferito sulla lontana isola siciliana di Lampedusa con la moglie Raffaella: “Quando i pescatori hanno visto la mia grande passione hanno cominciato a invitarmi sui loro pescherecci. E adesso, ogni tanto, vendo il pesce dietro al banco del mercato. Lo faccio per puro divertimento- ha dichiarato su Nuovo Tv. Un nuovo hobby che sta coltivando sempre di più, visto che la sua principale fonte di guadagno sono delle aziende di stock localizzate a Milano, e gestite dai suoi figli Morris e Valentina.