La vita dello scrittore: cosa succede se vogliamo saperne di più

Chi è la voce narrante quando leggiamo?

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“Gli scrittori di romanzi insegnano al lettore a considerare il mondo come una domanda.”

Così Kundera interpreta la sua vocazione per la scrittura. Effettivamente il lettore inizia a porsi una domanda fondamentale: “Cosa possono mai aver vissuto gli autori dei romanzi da partorire creature così perverse e interessanti?”.

Questo semplice quesito, che ci poniamo tutti, è il principio della fine. In questo unico aspetto i nostri predecessori erano avvantaggiati. Le enormi distanze e la mancanza di Wi-fi spesso scoraggiavano i lunghi viaggi degli ammiratori. Adesso è tutto drammaticamente più semplice. Ci innamoriamo di uno scrittore e come ingenui ci avventuriamo nei meandri di Internet, cercando tutto il possibile per saziare la nostra curiosità.

La rischiosissima operazione può portarci a conclusioni disastrose. Conoscere troppo di un autore o addirittura conoscerlo è un gioco a perdere. Non si tratta di mistico rispetto mascherato da iconoclastia, questa è una questione pratica. Materializzare la nostra fantasia, dare una voce a cosa leggiamo significa violare la nostra stessa privacy. Inevitabilmente ci troveremmo a leggere con la voce dello scrittore e non più con la nostra, ma soprattutto annulleremmo il principale ruolo dei nostri amati volumi.

Tutto ciò che leggiamo è, spesso inconsciamente, sottoposto ad un filtro unico e irripetibile: la nostra vita. Nel terribile momento in cui prendiamo atto di ciò che ha condotto il nostro scrittore preferito alle storie che amiamo, improvvisamente il filtro non è più la nostra di vita ma la sua. Se la frenesia del sapere, invece, ci conduce alle porte degli incontri con gli autori, allora la situazione è peggiore.

Le testimonianze dei pentiti ci raccontano che spesso gli ottimi scrittori sono oratori mediocri che danneggino l’immagine dell’opera. In caso contrario assisteremmo a un oratore avvincente che, con ogni probabilità, non ha reso il suo volume altrettanto interessante. Giocare una partita persa in partenza è come un bevitore incallito che si aspetta un fegato perfetto. Perciò evitiamo i nostri autori preferiti e salviamo i nostri fegati.