Tra l’America e Miano, James Senese: storia di un nero a metà

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Quel sax che per quasi 50 anni è parte integrante della musica napoletana e non solo. Una vera proprio leggenda italiana, dove ha saputo portare un sound afro-americano alla musica leggera italiana. Questo è James Senese, vero nome Gaetano Senese, figlio di un soldato americano e di una giovane ragazza Anna Senese. La storia di Senese è la storia di quei tanti bambini (napoletani) del dopo guerra che venivano al mondo da mamme napoletani e papà made in Usa, per l’invasione dei soldati americani nella città di Napoli. Quella tammuriata nera, la famosa canzone classica napoletana può essere la storia di James come tanti altri bambini. La carriera musicale di James Senese è legata al gruppo showman del grande Mario Musella, forse il papà del blues italiano, dal timbro di voce black. Il sax di Senese ha accompagnato per diversi anni gli album di Musella, da “Un’ora sola ti vorrei” a “Non si può leggere nel cuore”. Senese in più interviste ha affermato che deve tutto al sax, porta gioie e dolori, cicatrici e guarigioni di una vita non facile. Cresciuto a Miano, zona periferica di Napoli dove non è facile vivere. Dopo lo scioglimento degli showman, Senese forma la Napoli Centrale. Li è “Incazzato nero” (come un titolo di una sua canzone), scriverà di tutto, libertà, gioia, sofferenza di una città legata al suo sax. In Napoli Centrale conoscerà un ragazzo che cambierà per sempre il suo percorso musicale: Pino Daniele. A 70 anni suonati Senese ha ancora il fiato per gridare quella libertà (perché no adolescenziale) e scrivere pagine a Napoli e in Italia di un sax invidiabile.