L’arte di Ezio Bosso incanta l’Ariston di Sanremo

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L’arte è una dote che la divina provvidenza ti dona, ti viene regalata da un entità superiore che noi cattolici chiamiamo Dio. Sapere che a 44 anni sei malato di SLA anche nella sua forma più sfacciata, dovrebbe bloccarti. Un comune mortale rinuncerebbe subito a sogni, ambizioni e progetti futuri. Ma quando hai l’arte con la A maiuscola e sei compositore, direttore e maestro d’orchestra non puoi rinunciare. Le platee dei più grandi teatri d’Europa pagano il biglietto, si alzano in una standing ovation e vanno via soddisfatte. Questo può succedere solo ad Ezio Bosso, nativo di Torino, che nel 2001 appena trentenne scopre di essere malato, ma la sua creatività non si ferma anzi aumenta e produce senza limiti. Ezio inizia a suonare all’età di 16 anni, debutta in Francia e lì incontra il maestro Ludwig Straicher che cambierà la sua vita artistica e umana. Nel 1985 è bassista nella band gli statuto. Suonerà per solo tre anni, dopo deciderà di abbandonare la musica pop per la classica. Agli inizi degli anni 90 suona e calca le migliori scene internazionali e tenne corsi in Giappone e a Parigi. Collabora con grandi artisti e scrivendo colonne sonore per film e spettacoli teatrali. Ezio Bosso, e la sua presenza ieri al festival di Sanremo, è stato da insegnamento ai giovani e a tutti coloro che abbandonano troppo presto i lori sogni. Più di una volta durante la sua presenza all’Ariston ha detto che la musica fa miracoli e terapia. Un altro grande colpo di Carlo Conti che invitando il maestro Ezio Bosso mette a segno una geniale parte di Sanremo.