martedì, Maggio 21, 2024
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Las Vegas 2023 senza maschere: come la Formula 1 ha regalato adrenalina fuori dal circuito

All’indomani del primo Gran Premio di Las Vegas sul nuovo tracciato tra le vie della Las Vegas Trip, la Formula 1 si trova a un bivio, riflettendo su una gara che ha introdotto sfide inaspettate nella città della perdizione. L’evento non è stato proprio perfetto, ma è riuscito a offrire uno spettacolo che ha superato le aspettative.

Ma in che modo questo evento si è distinto rispetto alle altre gare di Formula 1? Cosa poteva essere fatto meglio? E quali caratteristiche possiamo aspettarci di ritrovare in modo permanente?

In questo articolo proveremo a rispondere a queste domande approfondendo quello che è stato uno degli articoli più discussi di tutti i tempi.

La vetrina perfetta

Quando è stato annunciato l’evento di Formula 1 a Las Vegas, i dirigenti del settore sono stati criticati dagli spettatori, che vedevano la gara come una trovata pubblicitaria o poco più. D’altronde, cos’ha a che vedere una città nota soltanto per le baldorie e il gioco d’azzardo con le gare sportive più famose del mondo?

Eppure, gli organizzatori hanno intuito proprio che l’enorme fama della Sin City potesse essere la vetrina promozionale perfetta. L’ascesa dei casinò online e la pandemia non hanno influito minimamente sul numero di visitatori della città: al contrario, recentemente è stato battuto il record di turisti pre-COVID. Sembra che Las Vegas stia attraversando un periodo di prosperità, perfetto quindi per ospitare l’evento di Formula 1.

Molto dello hype precedente l’evento riguardava l’unicità di questo tracciato cittadino. Situato nel vivacissimo cuore di Las Vegas, questo circuito lungo 6,2 km e dotato di 17 curve si snoda in mezzo a punti di riferimento iconici come Caesars Palace, il Bellagio e il Venetian.

Il pedigree automobilistico di Las Vegas, comunque, non è una novità: la città ha infatti ospitato il Grand Prix sul circuito del Caesars Palace nel 1981 e 1982. Sul tracciato hanno avuto luogo momenti storici come il trionfo di Alan Jones nel 1981 e la vittoria inaugurale di Michele Alboreto nel 1982. Queste gare hanno visto anche Nelson Piquet e Keke Rosberg assicurarsi i loro titoli terminando al quinto posto.

Ma non è stato solo il circuito a far parlare. Il prezzo dei biglietti ha raggiunto il picco con alcuni dei pacchetti più lussuosi mai visti nel mondo dello sport e gli organizzatori, con l’occasione, hanno realizzato strutture permanenti.

È facile capire perché questo evento abbia avuto tali livelli di hype e anticipazione.

L’apice

Con l’avvicinarsi della gara, le aspettative hanno raggiunto l’apice a livello mondiale. Hanno fatto la loro apparizione avventori di alto profilo, negozi pop-up e aste redditizie che comprendevano articoli di Lewis Hamilton e Tom Brady.

È stato fatto un ottimo lavoro, insomma, nel soddisfare queste aspettative così alte. Max Verstappen, superando una penalità e uno scontro con George Russell, ha lottato tenacemente per assicurarsi questa diciottesima vittoria della stagione. La gara, un’adrenalinica competizione tra Verstappen, Charles Leclerc e Sergio Pérez, ha offerto le spettacolari emozioni che la F1 tanto desiderava.

Per la Formula 1, che ha al contempo promosso e organizzato l’evento per la prima volta a un costo stimato di 700 milioni di dollari, è stata più di una gara: è stato quasi un momento da Super Bowl moment, un passo audace per conquistare il mercato americano. La scommessa è risultata vincente poiché il circuito ha regalato grandi emozioni, permettendo una guida aggressiva e sorpassi impressionanti (ne sono stati fatti 82 in totale).

Verstappen, nonostante le sue titubanze iniziali relative al clamore attorno all’evento, non ha potuto fare a meno di cantare anche lui “Viva Las Vegas” mentre tutto il team festeggiava.

Nel bel mezzo dei fuochi d’artificio, è sembrato che la F1 non avesse semplicemente organizzato una gara; piuttosto, sembra che sia stata accesa una miccia per il futuro dell’evento a Las Vegas. L’ex campione di F1 Jenson Button ha persino affermato che si tratta del miglior circuito in calendario.

Con questo evento, potremmo aver assistito a un evento epocale nel mondo sportivo americano.

Il futuro del Premio

Per quanto l’evento sia stato senza dubbio di successo, il suo futuro non è ancora chiarissimo. La gente del posto ha sollevato le proprie preoccupazioni sui disagi correlati alla gara e alla sua organizzazione. Se le campagne anti-gara riusciranno a ottenere sufficiente consenso, gli organizzatori del Premio potrebbero dover impegnarsi per difenderlo.

Tuttavia, nonostante questi ostacoli, il presidente della Formula 1 Stefano Domenicali  e l’amministratore delegato del Gran Premio di Las Vegas Renee Wilm hanno dichiarato le loro intenzioni di ascoltare queste preoccupazioni. Il contratto da 500 milioni di dollari per portare la Formula 1 a Las Vegas per i prossimi dieci anni è stato un grosso investimento da parte di Liberty Media, con la famosissima Las Vegas Strip incorporata al percorso (per i lavori stradali sono stasi spesi 80 milioni di dollari). Si stima che l’evento contribuirà all’economia locale convergendo più di un miliardo di dollari, superando anche gli introiti di casinò del calibro della Ceasars Entertainment.

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