Lascito testamentario: come si fa e tutto ció che c’è da sapere

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Fare una donazione attraverso un lascito testamentario è un gesto di grande solidarietà e rappresenta una preziosa fonte di sostegno per gli enti a cui è destinata. Secondo i dati nazionali diffusi nel rapporto “Gli italiani e la solidarietà ai tempi del coronavirus” condotto da Walden-Lab e promosso dal Comitato Testamento Solidale, le persone con più di 50 anni che hanno predisposto un lascito nel 2021 sono circa il 22% (un netto aumento se paragonato al 12% di 3 anni prima). La stessa indagine rileva inoltre, come la tragedia della pandemia abbia accresciuto la fiducia verso le organizzazioni no-profit, evidenziando un picco nella fascia giovanile compresa tra i 25 e i 34 anni, dove quasi il 60% di essi ha fatto almeno una volta nella vita una donazione.

Come già molti sapranno, il testamento è di base un atto giuridico con il quale una persona esprime le sue volontà, dichiarando a chi sarà destinato il suo patrimonio dopo la morte. Il lascito testamentario è sempre un documento scritto che predispone i beneficiari dei propri beni – o una parte di essi – in favore di una causa benefica, un ente o una persona fisica. Nel lascito testamentario è possibile decidere della cosiddetta “quota disponibile”, ovvero quella parte del patrimonio del quale il testatore può liberamente disporre, senza alcun vincolo. In Italia per legge, vanno infatti sempre garantite – per non incorrere a problemi di giurisdizione e di successione – le quote legittime. Il testamento può essere scritto in qualsiasi momento, è sempre revocabile e modificabile e produce i suoi effetti solo dal momento del decesso della persona. Questo per tutelare la libertà di scelta e la volontà del testatore. Il lascito testamentario rappresenta quindi un tipo di donazione legato alla gratitudine ed alla fiducia che una persona nutre verso l’ente beneficiario, alla sensibilità, la vicinanza del loro scopo e del loro lavoro.

Messi a confronto questi risultati su un asse di lungo periodo, emerge altresì come in circa una decina di anni, le nuove generazioni siano molto più inclini e fiduciose nel disporre un testamento solidale. Infatti, circa il 73% del campione intervistato e rappresentativo degli italiani, sa bene di cosa si tratta e la percentuale arriva fino all’83% tra gli over 60. Dati che confermano che il lascito testamentario non sia più una tematica così misteriosa (o un tabù) per gli italiani. Molte sono le organizzazioni non governative in Italia che negli ultimi anni stanno ricevendo donazioni e spesso questo gesto filantropico ricade su enti con cui il donatore ha avuto un forte legame durante la vita, oppure è connesso da una stretta forma di condivisione e visione del mondo. Spiccano in questo senso, le fondazioni a tutela dell’ambiente e del patrimonio storico-artistico e le organizzazioni no-profit che lottano per l’affermazione e la tutela dei diritti fondamentali ed universali di ogni essere umano. In quest’ultimo ambito, è radicata in Italia e lavora da oltre 50 anni WeWorld, un’organizzazione non governativa tutta italiana impegnata nel combattere violenze ed ingiustizie di qualsiasi genere, nel promuovere percorsi di sviluppo umano sostenibile (come ad esempio contrastando la dispersione scolastica in Italia e nel mondo) e nel garantire il diritto all’acqua, al cibo ed alla salute di ogni individuo. WeWorld condivide e contribuisce a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 ed è altresì focalizzata nella sensibilizzazione e nel rispetto dell’ambiente. In questa pagina è possibile avere tutte le informazioni per sapere come contribuire e sostenere i loro progetti attraverso un lascito testamentario.

 

LE VARIE FORME DI TESTAMENTO

Fatte queste premesse, vediamo ora quali siano le forme di testamento più diffuse e comuni in Italia, ovvero il Testamento olografo, quello pubblico ed il Testamento segreto:

 

  1. Testamento olografo (art. 602 c.c.) – Si tratta di un testamento scritto, datato e sottoscritto di mano dal testatore, senza che ci sia l’intervento di terzi. Secondo la legge italiana, tale testamento può essere fatto solo da coloro che sanno e/o possono leggere, scrivere e sottoscrivere. La sua sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni, in quanto le disposizioni inserite dopo la firma non sono valide. Per diventare effettivo, deve essere presentato presso un notaio per la pubblicazione.

 

  1. Testamento pubblico (art. 603 c.c.) – Si tratta del testamento ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni, dove il testatore dichiara al notaio le sue volontà, le quali vengono espresse per iscritto dal notaio stesso. Il testamento in questione deve essere redatto secondo le formalità previste dal Codice Civile e dalla legge notarile. Rispetto al testamento olografo, quello pubblico ha il pregio di essere redatto da un operatore del diritto, il quale – grazie alle conoscenze che possiede in materia successoria – potrà indagare la vera volontà del testatore, redigendo un atto conforme a quest’ultima e giuridicamente valido relativamente al suo contenuto.
  2. Testamento segreto (artt.604 e seguenti c.c.) – È un atto complesso che si costituisce di due documenti: la scheda testamentaria e il verbale di ricevimento del testamento segreto. La prima può essere redatta dal testatore o da un terzo (anche con mezzi meccanici, come ad esempio un pc). Se è scritta dal testatore, deve essere sottoscritta da quest’ultimo alla fine delle disposizioni. Se invece è scritta (in tutto o in parte da terzi), deve portare la relativa sottoscrizione del testatore anche in ciascun mezzo foglio, unito o separato. Si precisa che la data del testamento segreto è quella del verbale di ricevimento e non quella contenuta nella scheda testamentaria.