Lazio, contro il Rosenborg per il primato: i precedenti e le probabili scelte

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La Lazio si appresta ad affrontare il terzo turno di Europa League ricevendo in casa il Rosenborg. Una sfida importante per i biancocelesti, che potrebbero mettere una seria ipoteca sulla qualificazione mantenendo il primato nel gruppo G, dopo il pareggio contro il Dnipro e il successo con il Saint-Etienne. Il tecnico Pioli vorrebbe festeggiare i propri 50 anni al meglio, ma sa anche lui che sarà abbastanza complicato: le defezioni sono tante, ma in campo ci andrà la miglior squadra possibile. Manca il fulcro del centrocampo, formato da Biglia e Parolo, più Djordjevic davanti. Se per l’ argentino e il serbo la speranza è di rivederli già da domenica nel match casalingo di campionato contro il Torino, per il nazionale azzurro ci vorrà ancora un po’.
Lazio-Rosenborg sarà anche un’ occasione per riscattare il brutto passo falso di domenica scorsa a Reggio Emilia: la sconfitta 2-1 contro il Sassuolo non è stata ancora digerita e la gara di questa sera rappresenterebbe la soluzione ideale per svoltare.

 

LE PROBABILI SCELTE DI FORMAZIONE – Pioli dovrebbe dare spazio a Berisha tra i pali, con Marchetti a riposo. Saranno riproposti i terzini che hanno spazio fisso in Europa: Konko da una parte e Radu dall’ altra. Hoedt è in vantaggio al momento su Gentiletti, Onazi e Cataldi quasi obbligati ad occupare la linea mediana. Davanti, Klose dovrebbe spuntarla su Matri, con Kishna, Mauri e Candreva a completare il reparto offensivo.
Questa, dunque, la probabile formazione in campo:
LAZIO (4-2-3-1) – Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Onazi, Cataldi; Candreva, Mauri, Kishna; Matri. All. Pioli

 

I PRECEDENTI: RITORNO AL PASSATO – Per trovare un precedente contro una squadra norvegese, la Lazio dovrebbe fare un salto nel passato abbastanza lungo: parliamo più precisamente del 9 Aprile 1952; un mercoledì, nel quale i biancocelesti scendono in campo in una gara amichevole contro il Sarpsborg. La partita si rivela più che una sgambata, i norvegesi sono ben poca cosa: vittoria per 2-0 con un gol per tempo prima di Puccinelli e poi di Nicoletti. Era un altro calcio, un altra epoca, un’ altra vita. Diecimila le persone sugli spalti, clima rilassato e l’ entusiasmo dei tifosi di vedere le vicissitudini della propria squadra nella stagione corrente. Dopo ben 63 anni da allora, la squadra della Capitale torna in campo, con altre ambizioni e un calcio che a confronto sembra tutto un altro sport: ma i biancocelesti farebbeno bene a prendere spunto dal passato, per gioire nel presente e per fare ancora meglio in futuro.