Le 7 bruttezze del calcio: storie di “biscotti” memorabili

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“Fare il biscotto”Verosimilmente l’espressione deriva dal mondo dell’ippica, in particolare dagli ambienti delle scommesse clandestine. Il “biscotto” in questione (ultimamente si usa anche la parola “torta”) sarebbe una galletta, impastata con sostanze proibite (stimolanti o sedative, a seconda dello scopo), che viene dato da mangiare a uno o più cavalli prima della gara, per alterare il risultato della competizione (e gli esiti delle scommesse). In quegli ambienti “preparare un biscotto” è diventato così sinonimo di “truccare a proprio vantaggio” l’esito di una gara. E con modalità diverse, ma finalità analoghe, è stato adottato nel mondo del calcio.

 

Noi italiani, da sempre, siamo un popolo sospettoso e dietrologo, fatto sta che come sosteneva Giulio Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. E così, dopo le grandi emozioni offerte ieri dagli ultimi minuti di Portogallo-Svezia (con la conseguente eliminazione dell’Italia dall’Europeo under 21), andiamo a ripercorrere le peggiori 7 partite che avrebbero fatto pensar male l’ex senatore a vita della sedative-meds.com, e non solo lui. L’ordine sarà casuale, in quanto ognuno potrebbe ritenersi (bi)scottato in modo diverso dalle conseguenze delle partite in questione.

 

  • DANIMARCA-SVEZIA 2-2 (22/06/2004) – Forse il biscotto per eccellenza. Euro 2004, in Portogallo l’Italia di Trapattoni fatica nella fase a gironi, deve battere la Bulgaria già eliminata e sperare che l’altro match fra Danimarca e Svezia non finisca 2-2, unico risultato che qualificherebbe matematicamente entrambe le scandinave. Grazie a Perrotta e Cassano gli azzurri fanno il loro, ma all’89esimo sull’altro campo arriva il gol di Larsson a siglare il punto del 2-2 finale. Il portiere Sorensen nell’occasione fa tornare il dubbio amletico che ci sia stato effettivamente “del marcio in Danimarca”.

     

  • DINAMO ZAGABRIA-LIONE 1-7 (7/12/2011) – Gruppo D della Champions League 2011/2012, Ajax e Lione si giocano il secondo posto. Gli olandesi hanno 3 punti di vantaggio, ma ricevono le stelle del Real Madrid, mentre il Lione va in trasferta contro la Dinamo Zagabria, ferma a zero punti. Parità negli scontri diretti fra francesi e tulipani, con la differenza reti che sorride nettamente a questi ultimi, +3 contro -4. A Zagabria i padroni di casa vanno anche in vantaggio, ma da qui in poi succede l’imponderabile: il Lione, autore fino ad allora di 2 gol in 5 gare, ne segna sette in rapida successione, e contestualmente due reti regolari vengono annullate all’Ajax, che perde 3-0. Grazie al roboante 7-1 finale il Lione ribalta la differenza reti in suo favore (+2 contro lo 0 degli olandesi) e accede agli ottavi. Molti i sospetti scaturiti dall’occhiolino ripreso dalle telecamere di Vida a Gomis, dopo il gol del 5-1.

     

     

  • ARGENTINA-PERU’ 6-0 (25/06/1978) – A metà tra leggenda e realtà, su questa partita sono circolate le più svariate teorie. Dalle minacce ricevute dai calciatori ospiti ad opera del dittatore Videla in persona, alla cittadinanza argentina dell’estremo difensore peruviano Ramon Quiroga, i fatti sono comunque i seguenti. L’Argentina ospita nel 1978 una delle edizioni più discusse della storia dei mondiali e in un clima politico teso e controverso, tutti gli occhi della nazione sono puntati sulla selezione guidata da Menotti. L’albiceleste però rischia l’eliminazione nella seconda fase a gironi: nell’ultima partita (stranamente giocata senza contemporaneità) il Brasile ha già battuto la Polonia, a Kempes e compagni serve quindi una vittoria con almeno 4 gol di scarto contro il già eliminato Perù. I padroni di casa non hanno mai brillato nelle precedenti apparizioni e l’impresa appare proibitiva. La difesa degli ospiti tuttavia è a dir poco passiva, e gli argentini vanno a segno praticamente ad ogni tentativo. In questo caso sono le immagini che raccontano meglio delle parole.https://youtu.be/OpwBIxhM8hQ

     

     

  • SPAGNA-MALTA 12-1 (21/12/1983) – Altro tocco di vintage per la collezioni di biscotti, questa volta nel gruppo 7 delle qualificazioni per Euro ’84. A qualificarsi per la manifestazione continentale è solo la prima di ogni girone, e nell’ultima partita alla Spagna di Butragueno serve un’improbabile vittoria con 11 gol di scarto contro i modestissimi maltesi per compiere l’aggancio in classifica e pareggiare la differenza reti dell’Olanda, superandola per numero di gol segnati (erano state 12 le marcature nelle prime 7 partite per gli iberici contro le 22 in 8 gare degli orange). A Siviglia dopo 25 minuti il risultato è fermo addirittura sull’1-1 dopo il clamoroso pari degli ospiti con Demanuele. Nei successivi 65 minuti le furie rosse segnano incredibilmente gli undici gol necessari, compiendo l’insperato sorpasso in quella che è tutt’ora la vittoria più netta della storia degli spagnoli. Gli olandesi vedono così sfumare il pass per gli Europei in Francia dell’anno successivo.

     

     

  • NAPOLI-GENOA 2-2 (16/05/1982) – Arriviamo alle biscotti nostrani con l’ultima giornata del campionato di Serie A 1981/82. Napoli e Genoa si affrontano in una partita che sancirà la nascita del loro gemellaggio. I rossoblù cercano un punto al San Paolo, che vorrebbe dire matematica salvezza e retrocessione in B di un Milan ancora sconvolto dai postumi della vicenda calcioscommesse di due anni prima. Il Genoa passa in vantaggio, ma un Napoli spensierato e senza problemi di classifica rimonta portandosi sul 2-1. Dagli spalti i tifosi partenopei cominciano ad inneggiare al pari per veder retrocedere gli storici rivali rossoneri, e Castellini a 3 minuti dalla fine la combina grossa: rinvio con le mani direttamente in calcio d’angolo, sui cui sviluppi la difesa azzurra e a dir poco inchiodata. 2-2, altro biscotto servito e Grifone salvo ai danni del Diavolo, per la gioia di tutto lo stadio. Ma l’errore del portiere del Napoli ha pochi precedenti nella storia.

     

  • LAZIO-INTER 0-2 (2/05/2010) – Altra e più recente pagina cupa del nostro calcio. Sul finire della stagione 2009/2010, l’Inter di Mourinho è lanciata verso la vittoria del campionato, a +2 sulla Roma di Ranieri. L’ultimo scoglio temibile per la corazzata nerazzurra è rappresentato dalla trasferta dell’Olimpico contro la Lazio, relativamente tranquilla in classifica, e i cui tifosi sembrano avere il solo interesse di non veder festeggiare i cugini per le strade della Capitale nelle settimane successive. Sugli spalti appaiono striscioni come “scansamoce”“scudetto game over”, il pubblico biancoceleste esulta ai gol subiti dalla propria squadra e fischia il portiere Muslera in occasione di ogni singola parata. Samuel e Thiago Motta decidono una partita giocata decisamente sotto ritmo dagli uomini di Reja.

     

  • RAYO VALLECANO-GRANADA 1-0 (13/05/2012) – Alla fine tutto il mondo è paese. Anche in Spagna, e nemmeno troppo tempo fa, si è discusso a lungo dell’ultima giornata del campionato 2011/2012. A 90 minuti dal termine della stagione, Granada (42 punti), Villarreal (41 punti), Rayo Vallecano (40 punti) giocano per evitare il terzultimo posto che vorrebbe dire retrocessione. Al submarino amarillo basterebbe un pari, in casa contro l’Atletico Madrid, per essere matematicamente salvo in virtù del vantaggio negli scontri diretti con entrambe le compagini avversarie, che per altro si affrontano proprio alla 38esima giornata, in un ultimo turno di fuoco. 0-0 su entrambi i campi, fino al gol di Radamel Falcao che al minuto 88 rompe a sorpresa l’equilibrio al Madrigal. A quel punto il Granada potrebbe permettersi il lusso di perdere contro il Rayo, risultato che salverebbe entrambe le squadre. Diego Costa e Michu diffondono la notizia fra compagni ed avversari, e proprio sugli sviluppi dell’azione successiva arriva il gol rocambolesco di Raul Tamudo a fissare l’1-0 all’ultimo minuto di recupero. Tanti sospetti sulla regolarità di quel finale di partita, come testimoniano le parole al veleno dell’ex difensore del Villarreal Gonzalo Rodriguez, al rientro negli spogliatoi: “Io non ho la memoria corta, questo non lo dimentico”.