30 Aprile 1977: Le madri de Plaza de Mayo

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In prima fila le madri di Plaza de Mayo.

Chi, nel pieno di un regime dittatoriale tra i più violenti della storia si sognerebbe di protestare, senza alcuna difesa sotto il palazzo presidenziale?. Questa è la domanda che il 30 Aprile 1977 scosse le coscienze di tutto il mondo, solo delle madri alla ricerca della verità sulla morte dei propri figli sarebbero in grado di cose simili. Erano in prima fila con le foto dei loro ragazzi tra le mani ed il loro fazzoletto bianco sulle teste, quel fazzoletto bianco che diventerrà il simbolo mondiale della lotta contro gli omicidi di stato della famigerata “guerra sporca”. Alle loro spalle un gruppo sparuto, formato per lo più da studenti, il loro incedere continuava senza sosta e nulla avrebbe potuto fermarlo, bisognava girare in circolo per burlare quella ridicola legge della dittatura che vietava i raggruppamenti superiori alle tre unità. Fa freddo, il vento gelido sferzava i loro visi, la pioggia cadeva copiosa. I fotografi , i giornalisti , le principali reti televisive Argentine e non, sono lì al loro fianco, probabilmente i loro articoli, le loro foto , le loro testimonianze, sarebbero state censurate , ma non importa, riprendere quelle scene e raccontare quelle storie era troppo importante. Non aveva più senso tacere o far finta di nulla. Quando i militari iniziarono a disperdere il piccolo gruppo di protestanti, diverse macchine fotografiche immortalarono quelle immagini violente, alcune di quelle madri  furono arrestate quel giorno e rimasero in carcere per diverso tempo. Così giovedì, dopo giovedì , settimana dopo settimana , Plaza de Mayo era diventata il centro delle attenzioni internazionali, per circa trenta minuti le madri riprendevano il loro moto circolare , si riconoscevano e si sostenevano a vicenda , a volte ballavano il Cambalache, il tango vietato dai gerarchi, alcune di loro portavano un fiore tra i capelli, perchè in una società machista come quella militare è la delicatezza e l’umanità dei simboli a fare paura. Molte di quelle madri ad oggi ancora non conoscono la verità per la quale scesero in piazza, ciò che rimane di loro sono diverse associazioni, numerose opere artistiche , oltre alla loro testimonianza diretta.