Le principali modalità di marcatura a micropunti

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Nel settore della marcatura industriale esistono diverse tecnologie che consentono di realizzare grafiche personalizzate, per eseguire incisioni di alta qualità anche su materiali complessi. Una delle tecniche più efficaci è la marcatura a micropunti, un processo basato sulla micropercussione e la guida computerizzata tramite appositi controller. Questa modalità mette a disposizione diversi vantaggi operativi, con un’ampia gamma di soluzioni applicative e un’elevata flessibilità di utilizzo.

Cos’è la marcatura a micropunti

Nell’ambito delle marcature industriali la tecnica a micropunti è una modalità molto apprezzata, in grado di offrire vari benefici in diversi ambiti applicativi. Questa procedura sofisticata, infatti, può essere utilizzata su diversi materiali, tra cui il legno, l’alluminio, la ceramica, il vetro, le plastiche dure e il silicio, assicurando un’ampia flessibilità operativa e un’elevata varietà grafica.

Si tratta in particolare di una tecnologia meccanica, realizzata attraverso un meccanismo estremamente preciso in cui la percussione viene eseguita da un punzone metallico con vibrazioni ad alta frequenza. Questo sistema consente di realizzare disegni e caratteri di qualsiasi tipo, attraverso la marcatura di minuscoli punti sulla superficie, il tutto controllato in modo elettronico per garantire elevati standard qualitativi.

Applicazioni dei marcatori a micropunti

Le macchine per la marcatura a micropunti sono dei sistemi industriali particolarmente efficaci, composte da una parte meccanica e un controller con software e display touchscreen, una configurazione che permette una perfetta implementazione del macchinario in qualsiasi contesto. Questi dispositivi sono indicati per marcature di altissima precisione e la realizzazione di grafiche pregiate, anche su materiali complessi e superfici difficili da lavorare.

Ovviamente è importante scegliere il sistema più adatto al tipo di applicazione, considerando le esigenze di utilizzo e tenendo conto delle necessità operative richieste. Ad esempio, i dispositivi proposti da Automator International consentono di adottare la tecnica a micropunti in modo semplice e veloce, con soluzioni dedicate per ogni tipo di lavorazione grazie a un’ampia scelta di marcatori a micropunti da banco e portatili.

Tipi di marcatura a micropunti e caratteristiche principali

Sul mercato esistono diversi modelli di marcatori a micropunti, ognuno dei quali è progettato appositamente per un tipo specifico di lavorazione. Per la scelta del dispositivo più adatto alle proprie necessità è importante valutare due fattori principali, l’area di marcatura e il tipo di risultato che si vuole ottenere, per adeguare la lavorazione della macchina alle esigenze tecnico-operative della propria azienda.

Marcatura a micropunti con punto controllato

Una delle possibili lavorazioni dei marcatori a micropunti consiste nella tecnica con punto controllato, un’opzione che permette di eseguire marcature profonde e veloci. In questo caso la punta può prevedere un azionamento pneumatico o elettrico con solenoide, offrendo una soluzione efficiente per realizzare incisioni su materiali complessi come leghe e metalli, caratterizzati da un rivestimento molto duro e resistente.

Marcatura a micropunti con punto vibrato

La modalità a punto vibrato è un’altra tecnica di lavorazione per la marcatura a micropunti, una particolare soluzione operativa per contesti in cui è necessario ottenere la massima qualità e precisione. La marcatura risulta meno profonda rispetto al punto controllato, in quanto rimane più superficiale, tuttavia il risultato finale è particolarmente pregiato per realizzare grafiche e incisioni impeccabili.

I vantaggi della marcatura a micropunti

I marcatori a micropunti garantiscono una serie di vantaggi importanti, soprattutto in contesti particolari in cui altre tecniche non sono in grado di offrire le stesse prestazioni. Questa modalità di incisione è indicata anche in ambienti difficili, ad esempio per la lavorazione di materiali altamente resistenti e tenaci, oppure per operazioni piuttosto gravose e un utilizzo intensivo, fornendo comunque una buona varietà di impieghi.

Allo stesso tempo i marcatori a micropunti presentano una vasta scelta di configurazioni, dai modelli portatili più compatti a ingombro ridotto, fino ai macchinari da banco e ai dispositivi da integrazione, perfetti per implementazioni in postazioni robotizzate e linee di produzione. Da non sottovalutare è l’elevata visibilità dei segni realizzati a micropunti, la possibilità di raggiungere profondità considerevoli e ottenere una personalizzazione assoluta a livello grafico.

Le differenze tra marcatura laser e a micropunti

Scegliere la tecnica di marcatura giusta è indispensabile per ottenere risultati allineati con le prestazioni si vogliono raggiungere, per questo motivo è necessario avere ben chiare le differenze tra la marcatura laser e a micropunti. Come abbiamo visto, quest’ultima è una tecnica computerizzata basata sul principio della micropercussione, per marcare in superficie o in profondità diversi tipi di materiali, sia durante la fase produttiva sia successivamente dopo la commercializzazione dei prodotti.

La marcatura laser, invece, viene eseguita tramite un fascio luminoso che colpisce il rivestimento, surriscaldandolo attraverso un aumento della temperatura fino a imprimere la grafica desiderata in modo guidato. Tra i materiali più usati per la marcatura al laser ci sono la plastica e il metallo, offrendo la possibilità di incidere anche codici QR Code e datamatrix per applicazioni particolari. Si tratta di una soluzione efficiente e affidabile, ad ogni modo la marcatura rimane più superficiale ed è adatta soltanto con alcuni materiali.

Con la marcatura a micropunti è possibile usufruire di un’ampia gamma di utilizzi, compresi materiali complessi e duri, inoltre l’incisione può essere effettuata in profondità a seconda delle esigenze del progetto da realizzare. Questa modalità produce anche un minore inquinamento sonoro, oltre ad essere completamente personalizzabile e utile per lavori individuali, mentre il laser è più indicato per lavorazioni in serie e processi di marcatura automatizzati.