sabato, Maggio 18, 2024
HomeCronacaLe scuole non chiudono, ecco tutte le nuove restrizioni del recente DPCM

Le scuole non chiudono, ecco tutte le nuove restrizioni del recente DPCM

Dopo la firma ufficiale del nuovo DPCM, del 18 ottobre, la notizia principale è che le scuole non chiudono. Questo per evitare tutte le problematiche abbordate nei giorni precedenti, in primis la paura per l’educazione delle prossime generazioni. Tuttavia nonostante la loro chiusura non sia prevista, ci sono nuove regole da seguire. Eccole quindi di seguito.

ORARI DI ENTRATA E DIDATTICA A DISTANZA – «Le scuole restano aperte – commenta su Facebook la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, – Si continua con la didattica in presenza, come chiedevamo. Sono stati salvaguardati i diritti di studentesse e studenti. Possibile implementazione della didattica digitale integrata e flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati. Ricordiamo che tali misure, per la scuola, non entreranno in vigore da domani, ma fra qualche giorno, per garantire una migliore organizzazione […]».

Le scuole non chiudono quindi ma invece, come si può leggere nel DPCM, integreranno la didattica a distanza insieme a quella in classe.

«Nessuna chiusura ma didattica a distanza integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza modulando la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni. Anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani. Disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9».

IMPATTO POSITIVO SUI TRASPORTI – Queste soluzioni avranno inoltre un impatto particolarmente positivo sui mezzi di trasporti. Non a caso il tutto è stato organizzato in collaborazione con la ministra dei trasporti stessi, Paola de Micheli. Quest’ultima infatti aveva già anticipato alcuni dettaglio qualche giorno fa.

«non ci sarà una riduzione della quota di riempimento dei mezzi di trasporto locali, ma l’adozione di altre misure: l’ingresso scaglionato per le scuole superiori, orari differenziati per i lavoratori e un maggior ricorso allo smart working rispetto al 50% attuale».

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...

ULTIMISSIME