sabato, Aprile 13, 2024
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Legge sulla cannabis legale: le condizioni in Italia

Il mercato internazionale, e anche quello italiano, sono stati fortemente interessati dal CBD: per poter consentire una vendita controllata, è intervenuta la legge emettendo alcune regolamentazioni ancora oggi al centro di dibattito.

Cosa c’è da sapere sulla cannabis legale in Italia? Quali sono le condizioni e i dettagli relativi sul tema? Proviamo a chiarire ogni dubbio condividendo statistiche e particolarità messe a disposizione da esperti del settore.

Cannabis legale in Italia: cosa dice la legge?

Partiamo con rispondere in modo affermativo alla domanda relativa alla legalità del CBD in Italia. A stabilirlo è la legge 242 del 2016 che permette la coltivazione e quindi la vendita della cannabis light conosciuta anche come canapa light purché la concentrazione di THC non superi mai lo 0,5% in fase di commercializzazione.

Il motivo che ha permesso la legalizzazione di questo prodotto è proprio in questa percentuale: il THC è ciò che fornisce un effetto psicoattivo ma avendone una così bassa, non provoca quello che comunemente è chiamato “sballo”.

Una circolare del Ministero della Salute del 2020 ha però creato non poca confusione equiparando la sostanza ad altre stupefacenti, pur non essendo corretto dal punto di vista scientifico.

A livello regionale si è esposta molto chiaramente la Sardegna nel 2022 che, dopo aver emanato una legge promuovendone la coltivazioni per scopi alimentari, farmacologici e cosmetici ha avuto un ricorso per illegittimità che ha portato all’annullamento del progetto.

Il governo Meloni, a settembre 2023, ha firmato un decreto in cui il CBD veniva paragonato ed equiparato ad altre sostanze stupefacenti permettendone la vendita solamente sotto prescrizione medica. In poche parole, senza un documento fornito da un professionista, l’acquisto e la vendita diventano illeciti.

Non sono mancate le proteste in merito da parte di chi ha investito a livello imprenditoriale nel settore che hanno portato alla sospensione dell’efficacia del decreto a partire dal 24 ottobre del 2023 per mano del Tar del Lazio che ha dichiarato come illegittimo il provvedimento del Governo.

Ad oggi, quindi, è possibile acquistare e vendere prodotti base di Cannabis light e CBD in Italia purché, appunto, vengano rispettate le percentuali massime di THC stabilite dalla legge. Ciò nonostante, il partito Fratelli d’Italia ha già dichiarato di voler presentare una nuova regolamentazione che potrebbe arrivare entro i prossimi mesi.

I dati sul CBD che abbiamo a disposizione

Non sono ancora stati divulgati dati relativi ai consumi e agli acquisti del 2023 appena concluso ma possiamo notare come da ultime statistiche la tematica sia di interesse collettivo.

Secondo una ricerca condotta da esperti del quotidiano La Repubblica, due terzi degli italiani ha sentito parlare del tema e ne conosce le caratteristiche e alcuni benefici. Se oltre il 60% ne tesse le proprietà, ad utilizzarlo in modo costante è solo il 6% degli intervistati mentre la percentuale sale quasi a sfiorare il 20% per quanto riguarda chi lo sceglie saltuariamente.

Il profilo degli utilizzatori è chiaramente di adulti, poiché ne è vietata la vendita a minori di 18 anni. Con un particolare interesse da parte di persone dai  24 anni in su è soprattutto la fascia over 55 a parlare di questa tipologia di prodotto come un possibile supporto per combattere dolori tipici dell’età che avanza.

 

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