Leonardo Pieraccioni e il suo Professor Cenerentolo

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A cinquant’anni, festeggiati nel febbraio scorso, Leonardo Pieraccioni si trasforma ancora. Con “Il Professor Cenerentolo” si è regalato un personaggio diverso dai soliti. Ora che è più maturo, ha deciso di indagare e trasportare al cinema rapporti diversi, uno su tutti l’amore nei confronti di una figlia. Ci sarà, in questo caso, un pò di autobiografia? Questo è il suo dodicesimo film da regista. Come sempre ci sarà Massimo Ceccherini che ha un ruolo da buono. Arriva nelle sale cinematografiche italiane lunedì 7 dicembre, giorno che precede l’immacolata, scelta alquanto insolita.

La vicenda narrativa si svolge addirittura in un carcere…e tutto risulta ancora più insolito. Il carcere è l’ambiente della nuova storia scritta insieme all’amico Giovanni Veronesi, sceneggiatore storico di Pieraccioni e di tutti i suoi film tranne il penultimo ‘Un fantastico viavai’. Tutto nasce dopo una serata passata a raccontare e a chiacchierare di cinema nel carcere della Dogaia di Prato. Un anno e mezzo fa il comico toscano accettò l’invito della casa circondariale pratese per incontrare alcuni detenuti iscritti al cineforum interno. Per quell’ occasione le porte del carcere si aprirono anche al pubblico esterno. Cosa ne venuto fuori? Una serata indimenticabile, affollatissima da almeno trecento persone, partita con una cena a buffet per raccogliere fondi destinati alle attività ricreative del carcere, finita con le gag, i racconti e ricordi di uno scatenatissimo Pieraccioni.

Trama. È la storia di Umberto che per evitare il fallimento della sua ditta di costruzioni, cerca una via d’uscita tentando un furto in banca insieme ad un dipendente. Qualcosa va storto e quindi Pieraccioni/Umberto viene beccato e condannato a quattro anni sull’ isola di Ventotene, dove il direttore del carcere è interpretato da Flavio Insinna. Non può mancare la storia d’amore ed infatti c’è la presenza di Laura Chiatti che fa innamorare Umberto.

 

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