giovedì, Marzo 5, 2026
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Leva militare, chi potrebbe essere richiamato in Italia

Le tensioni internazionali, dal conflitto tra Russia e Ucraina fino alle crisi che coinvolgono Stati Uniti, Israele e Iran, riportano al centro dell’attenzione un tema che in Italia sembrava superato: la leva militare. Dopo la sospensione della leva obbligatoria, l’idea di uno stato di guerra appariva lontana, ma l’evoluzione degli scenari geopolitici ha riacceso interrogativi concreti su doveri e responsabilità dei cittadini.

Se il Parlamento dichiarasse la guerra, l’ordine di chiamata seguirebbe criteri precisi stabiliti dalla legge. In prima battuta verrebbero impiegati i militari in servizio nelle Forze Armate, quindi gli ex militari congedati da meno di cinque anni. Solo in caso di necessità più ampia si procederebbe con il coinvolgimento dei cittadini tra i 18 e i 45 anni, previa verifica dell’idoneità fisica.

Il quadro normativo consente infatti il ripristino della coscrizione in situazioni eccezionali. La leva, storicamente riservata agli uomini, non esclude però formalmente le donne, poiché il principio costituzionale parla di dovere di difesa della Patria senza distinzioni di genere. Un eventuale richiamo richiederebbe comunque un passaggio parlamentare e un atto formale dello Stato.

Intanto il tema è tornato anche nell’agenda politica. A giugno 2025 il governo guidato da Giorgia Meloni ha avviato un progetto per istituire una riserva ausiliaria richiamando circa 10 mila ex volontari, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha proposto una leva di sei mesi, militare o civile, per i giovani tra i 18 e i 26 anni da svolgere nella propria regione, riaccendendo il confronto su difesa e sicurezza nazionale.

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