Libia, Haftar lancia missili su Tripoli: vittime e feriti

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Foto da sito web Marines

Sono cinque i soldati uccisi in un raid aereo delle forze di Khalifa Haftar sull’area di Wadi Rabie, circa 35 km a Est di Tripoli, stando a quanto riportato da fonti militari al sito Ansa. Nell’arco della scorsa notte, infatti, una pioggia di missili ha colpito Tripoli causando morti e feriti nell’ambito dell’offensiva lanciata lo scorso 4 aprile dal generale Khalifa Haftar per riprendersi la capitale, provocando almeno 7 esplosioni nel centro della città. Diverse le colonne di fumo che si sono levate dal quartiere di Abou Slim, a sud della città.

Il generale Ahmed al-Mismari, portavoce delle forze di Khalifa Haftar, ha dichiarato al quotidiano Al Wasat: “Le nostre unità occupano adesso nuove posizioni nel perimetro della capitale Tripoli e avanzano verso altre posizioni. Agiamo solo contro il terrorismo e l’estremismo e comprendiamo l’ampiezza del complotto contro il Paese“.

Sale dunque a oltre 170 morti e più di 700 feriti il bilancio degli scontri a Tripoli secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, mentre l’Unicef segnala circa 7.300 bambini sfollati. L’Onu ha chiesto un immediato cessate il fuoco e la fine delle ostilità proprio per la grave emergenza umanitaria scaturita dagli scontri.

Il vicepresidente del consiglio presidenziale libico, Ahmed Maitig, ha incontrato a Roma la stampa estera dichiarando: “Siamo in grado in difendere Tripoli e siamo determinati a farlo: rispediremo le milizie di Haftar da dove sono venute. Dopo 13 giorni dall’inizio dell’offensiva di Haftar verso la capitale la nostra situazione è molto migliorata, siamo tutti uniti a ovest, da Tripoli a Misurata, da Zintan a Zawia. Non ci può essere un’altra dittatura militare in Libia, il popolo vuole elezioni, democrazia“.