Libia, sequestrati due pescherecci siciliani

Due pescherecci siciliani sono stati sequestrati da motovedette libiche, "hanno cominciato a sparare senza preavviso" spiega Cristaldi.

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Peschereccio, fonte Wikipedia

Afrodite Pesca” e “Matteo Marrarino” sono i due pescherecci siciliani sequestrati in nottata da motovedette libiche. A denunciare l’accaduto il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi che ha spiegato come questi ultimi abbiano iniziato a sparare senza preavviso, provocando danni alla cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite.

“Il sequestro è avvenuto in acque che illegittimamente ed unilateralmente la Libia considera proprie. Non possiamo accettare comportamenti di violenza da parte di Paesi rivieraschi che minacciano di intaccare la vocazione della cultura dell’accoglienza e del rispetto della nostra città” spiega Cristaldi. “Sono certo che le Autorità diplomatiche italiane interverranno con urgenza. L’episodio è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli anni passati nelle carceri libiche, sia perché i nostri natanti illecitamente sequestrati dalla Libia non hanno fatto più ritorno a Mazara e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Damiela L. sequestrato sei anni fa” conclude il sindaco lasciando spazio alla rabbia e alla preoccupazione.

“Afrodite Pesca” è di proprietà dei fratelli Pellegrino mentre “Matteo Marrarino” appartiene alla Mcv Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro ed è capitanato da Alberto Figuccia. Il sequestro sarebbe avvenuto a 29 miglia dalla costa libica di Derna; i due pescherecci sono giunti in nottata al porto Ras Al Hilal. Al momento non ci sono feriti e gli equipaggi (complessivamente circa 13 persone) non sono agli arresti.