Liga, Il Clásico finisce 0-0 tra proteste e superiorità del Real Madrid

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Camp Nou, stadio del Barcellona, fonte Flickr
Camp Nou, stadio del Barcellona, fonte Flickr

Il Clásico di Liga tra il Barcellona e il Real Madrid è terminato 0-0, a reti inviolate per la prima volta dal 2002. Le due compagini spagnole si sono affrontate per contendersi la vetta della classifica in solitaria, ma nessuna delle due è riuscita a perforare la porta avversaria. Adesso Real e Barça sono appaiate in testa alla classifica con 36 punti e la lotta per la Liga si preannuncia ancora molto lunga. Chi è uscito dal campo con l’amaro in bocca è stato senza dubbio Zinedine Zidane che, a detta anche della stampa catalana, avrebbe meritato la vittoria per la prestazione dei suoi blancos.

DOMINIO MERENGUE – Specialmente nel primo tempo, la superiorità del Real Madrid è stata evidente. Benzema e compagni sono riusciti ad asserragliare a lungo i blaugrana nella propria area di rigore e sono andati diverse volte vicini al vantaggio, con almeno due episodi dubbi sui quali né l’arbitro Hernández Hernández né il VAR sono intervenuti. Entrambi su Raphael Varane: prima una tacchettata sulla coscia e poi una vistosa trattenuta, nulla di tutto ciò è stato punito con un calcio di rigore. Nel secondo tempo il Real aveva trovato la marcatura con Gareth Bale che ha insaccato un cross dalla destra ma il guardalinee ha, correttamente, annullato per fuorigioco di Carvajal sull’inizio dell’azione. Nel finale sono entrati il nuovo talento Rodrygo e l’ex pallone d’oro Luka Modric (tenuto in panchina per un ottimo Federico Valverde) ma nessuno dei due è riuscito a rompere il pareggio.

BARÇA DELUDENTE – È difficile ricordare una prestazione così deludente del Barcellona tra le proprie mura. Con uno stadio completamente pieno, il Barça non è riuscito ad andare oltre qualche lampo di genio di Leo Messi. Come al solito l’argentino ha provato a illuminare il gioco con i suoi lanci pennellati dalla trequarti, o anche da più dietro, ma i suoi compagni non hanno sfruttato i suoi assist. Poi, quoque lui, ha sbagliato una clamorosa occasione nel secondo tempo, addirittura lisciando il pallone. Valverde non è riuscito con i cambi a raddrizzare l’andamento della partita e il Barcellona è stato costretto al primo pareggio casalingo della stagione in Liga (aveva vinto tutte le sette partite precedenti con 30 goal fatti e 9 subiti). Nel secondo tempo sono entrati Vidal, che ha dato più sostanza ma non più efficacia, e sul finale anche Ansu Fati, ma il gioiellino classe 2002 che aveva gelato San Siro con il suo goal dell’1 a 2 non ha avuto praticamente nessuna occasione degna di nota.

LE PROTESTE E LO TSUNAMI Le proteste e le manifestazioni annunciate per la partita sono passate decisamente in secondo piano. L’ingresso dei tifosi allo stadio è stato sensibilmente rallentato dalle operazioni di controllo degli steward che hanno fatto gettare tutte le maschere di Leo Messi che erano state consegnate fuori allo stadio e nel corso dei controlli hanno addirittura costretto le persone ad aprire i panini per verificarne il contenuto. Prima del fischio d’inizio, dopo la consueta coreografia con i colori della senyera, la bandiera catalana, quasi tutto lo stadio ha mostrato un’altra coreografia con dei cartelli azzurri di Tsunami Democràtic per chiedere libertà e dialogo. Al minuto 17:14 del primo tempo come sempre ci sono stati i cori per l’indipendenza, ma al minuto 10 della ripresa il gioco è stato interrotto per più di 1 minuto per il lancio sul terreno di gioco di palloni gonfiabili da spiaggia. L’azione di Tsunami avrebbe previsto anche la proiezione di un videomessaggio, poi sventata dalle forze dell’ordine. Fuori allo stadio ci sono stati dei tafferugli tra polizia e manifestanti in cui sono stati anche bruciati alcuni contenitori della spazzatura.