Limitazioni orarie per locali e bar: “Penalizzati in un momento di incertezze”

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Riaperture estive, Turismo e ristorazione a rischio, Limitazioni orarie, Nuova costante di Pitagora post virus
Ristorante, Fonte Wikipedia

Considerato l’aumento dei contagi in Italia, l’introduzione di nuove limitazioni orarie era solo questione di tempo. Queste riguardano specificatamente locali, ristoranti e bar della Regione Campania. Inutile dire che la cosa non è stata accettata da tutti.

LA DIFESA DELL’ASSESSORE AL COMMERCIO – Ci riferiamo ovviamente ai punti di ristoro stessi. Punti di ristoro costretti ormai a chiudere alle 23, dalla domenica al giovedì, e alle 24, il venerdì e il sabato. In loro difesa è intervenuta l’assessore al commercio Rosaria Galiero. La dichiarazione di quest’ultima è chiara e netta e non lascia spazio al dubbio. Ecco cosa afferma.

«Le limitazioni orarie introdotte con la nuova ordinanza della Regione Campania ancora una volta penalizzano in maniera arbitraria solo alcune categorie che già vivono negli ultimi mesi un senso di incertezza e precarietà».

«Il momento drammatico che stiamo vivendo necessita di una gestione lucida e ragionevole che tenga conto della reale incidenza che i provvedimenti attuati possano realizzare in concreto. Lo abbiamo già visto nei mesi scorsi. Chiudere prima le attività non riduce gli assembramenti anzi moltiplica la possibilità di presenze in orari più concentrati. Il fenomeno degli assembramenti ed il non rispetto delle indicazioni per le limitazioni di contagio da Covid non possono essere pagate dagli operatori che immensi sforzi hanno fatto negli ultimi mesi per adeguarsi ai protocolli e si sono esposti ad ulteriori costi per sostenerne il rispetto».

COLPO FATALE – Inoltre, sempre secondo Galiero, tali limitazioni orarie rappresentano: «[…] l’ultimo colpo ad imprese che sono già al limite della sopportazione. Tra l’altro a poche ore dall’emanazione del prossimo provvedimento del Governo risulta ancora più preoccupante che tali misure restrittive […] finiranno per penalizzare ulteriormente, ancora una volta le nostre attività. Questo rispetto a chi opera oltre ai confini della nostra Regione […]».