L’importanza del biologico secondo le ricerche della FAO e dell’Istituto Ramazzini

0

Negli ultimi mesi è scaturito un acceso dibattito sul ruolo giocato dall’agricoltura biologica, giudicato da alcuni esperti come un sistema non adeguato, considerando l’aumento della popolazione mondiale e le necessità crescenti legate alla produzione. Allo stesso tempo diversi enti internazionali, come la FAO e l’Istituto Ramazzini, si sono schierati apertamente a favore del biologico, difendendo questo sistema come unica soluzione per un’alimentazione sana e il rispetto dell’ambiente.

Perché il biologico è un settore fondamentale?

Secondo la FAO, le coltivazioni biologiche assicurano la preservazione delle biodiversità, un aspetto fondamentale per evitare di compromettere l’ecosistema naturale, ottenendo alimenti di altissima qualità senza danneggiare le proprietà organolettiche del terreno. Nello specifico le pratiche biologiche prevedono la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche, come diserbanti e pesticidi, favorendo l’utilizzo di soluzioni e tecniche agricole sofisticate, pianificando sistemi agricoli perfettamente integrati nelle condizioni ambientali locali.

Il problema della sicurezza alimentare, infatti, non consiste soltanto nella quantità della produzione agricola, ma anche su un aspetto essenziale nella lotta alla fame nel mondo, l’accessibilità agli alimenti di base, come cereali, legumi, frutta e verdura. Secondo la FAO e l’Istituto Ramazzini è possibile adottare coltivazioni biologiche, in grado di assicurare un corretto equilibrio tra produzione e qualità, un sistema caratterizzato da tecniche tradizionali, soluzioni tecnologiche innovative, agricoltura locale e le importantissime piccole imprese locali.

In base ai dati in possesso, il biologico è l’unica alternativa per un’alimentazione sana, soprattutto per quanto riguarda la lotta ai pesticidi come il glifosato. Le rilevazioni scientifiche offrono un’indicazione utile per capire l’entità del problema, poiché se in un ettaro coltivato utilizzando l’agricoltura tradizionale sono impiegati 396,5 Kg di pesticidi, tale valore scende considerevolmente utilizzando tecniche biologiche. Lo stesso Istituto Ramazzini ha eseguito una studio sul glifosato, i cui risultati sono disponibili sul sito web dell’associazione di ricerca, che confermano la pericolosità di queste sostanze e la necessità di passare al sistema biologico.

L’informazione alla base delle scelte alimentari

L’acceso dibattito sul biologico tra le istituzioni evidenzia un aspetto importante, la necessità per i consumatori di mantenersi sempre informati e aggiornati. La conoscenza è alla base delle nostre scelte quotidiane, come dimostra l’aumento dei portali web specializzati sul biologico negli ultimi anni, tra cui il sito Amoesserebiologico.it. Questa piattaforma ha ricevuto un notevole riscontro da parte degli utenti, fornendo informazioni dettagliate su alimentazione, cosmesi bio e salute, risorse di cui le persone hanno bisogno per capire quali prodotti acquistare.

Il biologico infatti si basa su alcuni principi cardine, come la filiera corta, le certificazioni e la trasparenza, tutti fattori che richiedono un adeguato sforzo conoscitivo. La divulgazione delle ricerche scientifiche, la diffusione degli studi realizzati dalle associazioni di categoria, oltre alla promozione di negozi ed e-commerce che si occupano della vendita di prodotti bio, rispondono a una precisa domanda da parte del pubblico, sapere come vengono realizzati i prodotti alimentari, quali regole rispettano e come funziona tutto il processo che porta gli alimenti sugli scaffali.

Si tratta di un impegno costante, basato su relazioni di fiducia tra gli operatori e i consumatori, disposti a pagare qualcosa in più per comprare prodotti di alta qualità. L’Italia è uno dei principali attori nel comparto biologico, grazie all’enorme biodiversità del nostro territorio, tuttavia è un valore da custodire e proteggere con estrema cura e attenzione, a causa della sua fragilità. Per questo motivo bisogna sempre adoperarsi, premiando le aziende che garantiscono prodotti freschi e salubri, rispettando il giusto costo del lavoro e lo sforzo di chi si impegna ogni giorno a protezione dell’ambiente, della salute alimentare e della trasparenza.