L’incubo delle armi di distruzione di massa

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In uno scenario che tutt’oggi ha del surreale, dopo 63 giorni di invasione Russa nel territorio ucraino, ombreggia l’incubo dell’utilizzo da parte di Mosca di armi di distruzione di massa, armi nucleari, a lungo raggio, con grande capacità distruttiva. Nella trama di questa guerra potrebbe essere arrivato quindi il momento più drammatico, quello delle “bombe“.

Le prime vere bombe sono state già lanciate dai soldati russi, basti pensare alle stragi di civili avvenute a Volnovacha, Bucha o Borodyanka. Ma i timori dell’Occidente sono legati all’arsenale nucleare del potente esercito di Mosca, una delle bombe che si guardano con più timore è la Fab-3000, che secondo gli Americani potrebbe essere sganciata contro la città di Mariupol prima, contro il porto cittadino e poi contro l’acciaieria Azovstav, dove si trova la resistenza ucraina.

Questa bomba di progettazione sovietica, anti-bunker, pesa 3 tonnellate e ha un raggio di azione di circa 50 metri. E’ stata già usata dall’esercito sovietico nella guerra in Afghanistan negli anni ottanta. Questa tipologia di bomba è si devastante ma meno potente di quelle “armi nucleari strategiche” usate da Russia e USA durante la guerra fredda.

Questi ordigni definiti “tattici” potrebbero essere usati se le truppe russe non dovessero riuscire a vincere con le armi convenzionali. Washington e Kiev dopo aver lanciato l’allarme delle armi nucleari, hanno poi chiarito, che per ora, non ci sono avvisaglie di un concreto attacco nucleare da parte di Mosca.

Tutto l’Occidente, dopo anni di pace, vive una situazione di forte tensione ma sopratutto vive con la consapevolezza che lo spettro della terza guerra mondiale giganteggia, anche se, a detta di tutti i presidenti delle principali nazioni, nessuno la vuole. Immaginare un accordo di pace tra Russia e Ucraina, ad oggi, è difficile ma è l’unico augurio che possiamo farci