Linguaggi di programmazione: a cosa servono e in che ambiti possono essere usati

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La transizione verso il digitale e l’utilizzo mai così massiccio delle risorse della rete, hanno reso le figure professionali con competenze nel campo della programmazione sempre più necessarie e ricercate. Per avere delle possibilità all’interno un ambiente che richiede una preparazione di alto livello, è necessario formarsi nella maniera adeguata. Aulab con i suoi corsi si rivolge sia a chi parte da zero e desidera costruirsi una carriera nel mondo della programmazione, sia a chi parte già da conoscenze in questo ambito e desidera apprendere un metodo di lavoro innovativo da spendere in maniera concreta per migliorare sia l’aspetto qualitativo che quello legato alla produttività.
Per programmazione intendiamo tutte quelle attività usate dallo sviluppatore per la realizzazione di un software. Per fare ciò questo tipo di professionista si serve di diversi linguaggi di programmazione per rendere le proprie istruzioni comprensibili alle macchine con cui interagisce. 

Cosa sono i linguaggi di programmazione e perché ce ne sono così tanti? 

I linguaggi di programmazione fungono da intermediari tra il linguaggio umano e quello dei computer. In un mondo dominato dalla presenza di device digitali, c’è la necessità che questi siano programmati per essere in grado di svolgere funzioni sempre nuove e in grado di migliorare la nostra vita. Alcuni di essi sono più facili da comprendere e da utilizzare per gli addetti ai lavori, ma questi solitamente comportano un minor controllo sui computer. Altri invece hanno delle caratteristiche opposte, ovvero, sono più difficili da comprendere per la mente umana, ma essendo più computer-friendly, riescono a far lavorare le macchine più velocemente con un dispendio minore di memoria.
La varietà di linguaggi di programmazione dipende dalle funzioni specifiche per le quali vengono utilizzati. Ce ne sono alcuni che vengono usati regolarmente in contesti di varia natura, mentre in altri casi ci si trova davanti a linguaggi quasi di nicchia, dedicati a task specifici.

In quali macro aree è possibile utilizzare i linguaggi di programmazione 

Non potendo riassumere tutte le aree applicative del mondo dello sviluppo software, per farsi un’idea di quali siano gli ambiti di riferimento ci si può limitare alla creazione di 4 grandi categorie.

Programmazione Web
Usata per la creazione di applicativi web, ossia tutti i programmi e i servizi che vengono eseguiti da un browser mentre utilizziamo le risorse della rete.  Si tratta dei linguaggi più semplici da imparare e accompagnano solitamente i primi passi dei futuri programmatori.

Programmazione Mobile
Il nome già suggerisce un’inerenza al mondo dello sviluppo di applicazioni e programmi per dispositivi mobili. I linguaggi variano in base alla piattaforma su cui ci si trova ad operare. 

Programmazione desktop
Utile in soldoni per lo sviluppo di software per computer.

Programmazione IoT/Domotica
Usati per progetti di domotica che si basano sull’internet of things (o internet degli oggetti ), ossia relativa a quegli oggetti smart che ci circondano quotidianamente a casa, in ambito lavorativo e nella vita cittadina. 

Programmazione orientata agli oggetti, funzionale e di scripting

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, i linguaggi di programmazione vengono usati per permettere ai computer di svolgere determinate funzioni. Ma volendo entrare più nello specifico, è necessario fare una distinzione tra linguaggi orientati agli oggetti, programmazione funzionale e di scripting.

La maggior parte dei linguaggi di programmazione rientrano nella prima categoria. La peculiarità di questi oggetti è che possono essere manipolati e riutilizzati in maniera molto semplice, e questo aspetto li rende ideali per la strutturazione di un software.

I linguaggi che fanno parte della programmazione funzionale, si basano invece su funzioni matematiche complesse e sono adatte per applicazioni che devono gestire e analizzare una mole importante di dati.

Nell’ultima categoria invece vi rientrano quei linguaggi usati per automatizzare compiti lunghi e ripetitivi. Il programmatore si ritroverà a inserire all’interno di un file tutta una serie di comandi che andranno ad attivarsi in sequenza in seguito a un comando da parte dell’utente.