L’Inter di Conte: modulo, duro allenamento e tanta esperienza in più

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Antonio Conte
Antonio Conte neo allenatore dell'inter. Fonte WIkimedia Commons

Cosa ci si può aspettare da un tecnico che ha fatto del duro lavoro e del sacrificio il suo mantra personale? Ecco, l’Inter sta per conoscere il suo nuovo condottiero nella maniera più d’impatto possibile. Antonio Conte è pronto ad infondere alla “pazza Inter” il suo stile fatto di abnegazione, coesione e continuità nei risultati (finora vero tasto dolente della recente storia nerazzurra).

Si parte dal modulo e non potrebbe essere diversamente. Conte è stato il teorico del 3-5-2 dal gioco arioso e offensivo che ha rivoluzionato in meno di un decennio le realtà di Siena, Bari, Atalanta e ovviamente Juventus. I 3 di difesa, rocciosi colossi a guardia della rete mai troppo propositivi se non in rarissimi eventi. Il centrocampo fluido, con le ali pronte a ripiegare indietro o lanciarsi all’attacco sono un marchio di fabbrica. I due attaccanti sempre vicini e votati al dialogo costante dalla veemente vena realizzativa.

Il calcio di Conte è quel sistema di gioco che ha portato nel campionato 2011-12 la Juve a non subire nemmeno una sconfitta in 38 giornate di campionato. Un bel biglietto da visita da esibire ad una squadra che ha sempre avuto un andamento quanto meno altalenante come l’Inter.

Il secondo aspetto dello stile “contiano” è la sua militaresca inflessibilità, fatta di poche regole ma chiare e senza scappatoie. Lo spogliatoio si trasforma in una vera truppa che attraverso il duro allenamento fisico e psicologico riesce a compattarsi nei momenti bui e rilassarsi solo a lavoro ultimato.

Il terzo e ultimo aspetto è rappresentato proprio dal materiale umano: i giocatori. Conte non ammetterà colpi di testa e scenate in stile primadonna di teatro. L’uso dei social verrà quanto meno diminuto o portato allo stretto necessario. La concentrazione e la coesione la faranno da padroni. L’ultima riflessione è da regalare a chi presto si unirà ai nerazzurri. Godin e Dzeko porteranno in squadra quell’impegno e quella esperienza internazionale che curerà la crisi di identità nerazzurra. La macchina perfetta di Conte è appena salita in rampa di lancio.