Lippi esce allo scoperto: “Ritorno in Nazionale? Nel calcio mai dire mai. Conte? Andrà via dopo questo biennio”

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marcello-lippi-1024x682Marcello Lippi torna a farsi sentire ai microfoni dei giornalisti. L’ex tecnico viareggino, che ha guidato la Nazionale alla storica vittoria dei mondiali nel 2006, è intervenuto in esclusiva al Corriere dello Sport. Ecco il resoconto della sua lunga intervista: “Nel calcio mai dire mai. Sia chiaro che questa non è una candidatura. Dico solo che in caso di bisogno non mi negherei a un ambiente al quale sono legatissimo. Piuttosto penso di essere pronto per un altro ruolo, quello di direttore tecnico. Ecco, Lippi con un ruolo dirigenziale in azzurro sarebbe una cosa possibile. Conte? Ho l’impressione che non rimanga dopo questo biennio, ma andrà fino in fondo perché è una persona seria. Sulla Nazionale io continuo ad avere fiducia. Quando ci sono grandi competizioni noi ci siamo sempre e siamo vice-campioni uscenti. Comunque è evidente che Conte voglia tornare a fare l’allenatore, ha bisogno di quell’adrenalina come l’aria”. Con l’attuale ct della Nazionale, Lippi ha vinto tanti trofei in bianconero: “Conquistati in un club che aspettava un ciclo vincente da 10 anni. E il nostro fu un ciclo con la C maiuscola: Scudetto, Champions, Intercontinentale. Aggiungiamoci Supercoppa e Coppe varie. In 8 anni abbiamo vinto tanto”.

Una parentesi anche inerente all’esperienza interista: “Il buco interista di Lippi. Una grande squadra, un grande ambiente, ma non è andata benissimo. Però ci qualificammo per la Champions e arrivammo in finale di Coppa Italia, quindi non si può parlare di fallimento”. Rapporti con alcuni dei suoi calciatori: “Non ci si prende mai a pedate ma si può litigare. In genere, poi, nascono grandi amicizie. Ad esempio con Vieri, durante un Juve-Atalanta, ci fu un momento di grande tensione. Poi la sera, a cena, ci fu il chiarimento e da quel momento non abbiamo più smesso di fidarci l’uno dell’altro. Il più grande che ho allenato? Negli ultimi 40 anni il più grande è stato Maradona, negli ultimi 20 Zinedine Zidane. Voi avete visto cosa riusciva a fare in campo Zizou, non potete capire cosa riusciva a fare in allenamento, era uno spettacolo, una persona speciale e un ragazzo eccezionale”.

Infine, un accenno ai suoi ex giocatori, oggi diventati allenatori: “Circa una trentina. Vialli da Londra, fresco di Chelsea, mi telefonava fino alle due di notte per chiedere consigli. Montero, invece, chiama da Montevideo: ‘Misteeer, dimeeè qualcosa…” E che ti dico? Paulo Sousa non lo conosco molto come allenatore, ma l’inizio della Fiorentina è promettente. Cannavaro ha tutte le qualità che servono. Il Guangzhou l’ha mandato via perché non ha preso bene il fatto che io sia tornato in Italia. Buffon? Non lo vedo come allenatore. Deve stare là, perché è un fenomeno, perfetto in tutto, anche come testa, per come ragiona. E’ vero, è il più forte di tutti i tempi”.