L’islam non è terrorismo. Le manifestazioni a Roma e Milano

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Notinmyname, manifestazioni a Roma e Milano

In tanti aspettavano la riposta degli islamici agli attentati di Parigi e di Mali, in tanti aspettavano e speravano in una violenta disapprovazione. In tanti non distinguevano. Ieri i fedeli della religione islamica si sono riuniti per gridare il loro sdegno e la loro opposizione. La riposta è arrivata.

A Roma, Milano e Genova ieri si è tenuta la manifestazione delle comunità islamiche contro la voce terroristica. Un unico grido in tutta Italia si levava in aria :«L’Islam non è violenza, #notinmyname». Un hashtag che dal giorno dopo la strage di Parigi è apparso nelle pagine facebook e nelle foto del popolo islamico. A Roma si sono riuniti esponenti politi, civli, imam e immigrati; dal palco allestito per la manifestazione si sono innalzati bandiere tricolori e vessilli per la pace, tra la folla si levano i cartelli con la scritta ‘Il terrorismo non è la mia religione’. «Il messaggio è chiaro: il terrorismo non può continuare a colpire ovunque in nome dei musulmani», ha affermato Abdellah Redouane, segretario del centro islamico della Grande Moschea della Capitale. I mass media devono diffondere l’idea che la comunità islamica non è il terrorismo. Come ha affermato la presidente della Camera, Laura Boldrini: «Il terrorismo non ha religione». Le parole di conforto arrivano anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «I tanti cittadini italiani di fede musulmana che in voi si riconoscono, insieme ad altri fedeli che vivono e lavorano nel nostro paese, sono e devono sentirsi parte di questa comune battaglia contro il terrore». Un’ ora di manifestazione che ha riunito decenni di opposizione politica e religiosa e li ha fatti svanire a suon di applausi.

A Milano circa cinquecento manifestanti hanno aderito al sit-in promosso dalla comunità ebraica per condannare l’attacco terroristico in Francia. L’islam non vuole solo esprimere la propria indignazione ma essere riconosciuto come religione: «La nostra è una presa di posizione netta, una condanna fortissima verso i fatti di Parigi che sentiamo molto vicini come cittadini musulmani europei e italiani, geograficamente e temporalmente – ha detto Davide Piccardo, responsabile del Caim- E’ fondamentale il riconoscimento dei luoghi di preghiera. Ce ne sono 700, di cui 695 informali. Come possiamo istruire i nostri giovani ai valori dell’Islam in questo modo?». L’integrazione, il rispetto e la libertà sono la risposta ad ogni tipo di terrorismo. In piazza vengono recitati i versi del Corano.