L’NBA modifica la regola per l’hack, ma non basterà

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Con un comunicato apparso sul suo sito ufficiale, l’NBA ha annunciato di aver modificato la regola relativa al fallo intenzionale lontano dal pallone (meglio conosciuto come hack) a partire dalla prossima stagione 2016/2017. Il commissioner Adam Silver ha ritenuto opportuno intervenire per porre fine al fallo away-from-the-ball che sistematicamente alcune squadre commettevano per mandare alla lunetta un giocatore avversario dalle basse percentuali ai liberi (su tutti Drummond, De Andre Jordan, Howard o Capela). Fino a quest’anno il fallo intenzionale in questione era punito assegnando il possesso della palla (oltre che i due canonici tiri liberi) soltanto negli ultimi due minuti del quarto quarto o comunque dell’overtime. Adesso la regola viene modificata estendendo l’assegnazione del possesso in caso di hack negli ultimi due minuti di ogni quarto. Inoltre l’NBA ha anche annunciato che qualsiasi fallo commesso prima che il pallone venga rimesso in gioco (come già capitato nei Playoffs di quest’anno in occasione di gara 2 tra Spurs e Thunder quando gli arbitri non hanno fischiato nulla non sapendo come intervenire) verrà altresì punito con liberi e possesso agli avversari. Infine, in caso di falli per l’hack ritenuti violenti o per esempio la brutta abitudine che si era creata di saltare addosso a un avversario durante l’esecuzione di un tiro libero, gli arbitri dovranno valutare l’ipotesi di comminare anche un flagrant foul.

IL COMMENTO – Analizzando la modifica alla regola: bene ma non benissimo. Una modifica era già stata promessa da Silver “quando l’hack sarebbe diventato un qualcosa di sistematico nella lega è commesso praticamente da tutti” (ipse dixit) quindi in un certo senso ha mantenuto la parola. Tuttavia il provvedimento non è sufficiente perché l’hack non viene commesso solo negli ultimi due minuti dei quarti, anzi. La tattica delle squadre a volte mira addirittura a consumare i fouls to give velocemente per poter mandare subito in lunetta lo scarso tiratore di turno. La barzelletta si è raggiunta durante l’ultima regular season in occasione di Houston – Detroit. La squadra texana è tornata in campo dopo l’intervallo con il comprimario McDaniels in campo, schierato appositamente per consumare tutti i suoi falli e il bonus di squadra, risultato: Drummond in lunetta praticamente a 12 al termine del terzo quarto e McDaniels che è riuscito a commettere 5 falli in 9 secondi. Questo dimostra come il provvedimento preso dall’NBA rappresenti solo un passo verso una regola che deve ancora essere modellata ad hoc per porre fine all’hack.