Lo chiamano “pelato”, ma ha solo 11 anni… ci pensa Collina ad asciugargi le lacrime!

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Il mondo del calcio è pieno di episodi che possono rientrare in una categoria per così dire “outsider”, che cioè annovera episodi che in qualche modo son tangenti al mondo del pallone, raccontando storie di vita vissuta che a parte il gioco del calcio che appunto hanno in comune, poi assumono i contorni più differenti e variopinti, suscitando molto spesso emozioni e sensazioni eccezionali. Vi raccontiamo una vicenda che almeno una lacrima ve la farà scendere di sicuro: questa è la storia di un bambino di undici anni che come tanti bambini della sua età passa molti pomeriggi in scuola calcio, tra partitelle e allenamenti, con il sogno comune di diventare un giorno un grande campione. Il mondo dei bambini, colorato ed ovattato, molto spesso può però nascondere più insidie e cattiverie di quelle che sospettiamo e al primo accenno di diversità o debolezza, tali cattiverie esplodono letteralmente con esiti molto brutti da raccontare. Nello specifico, il ragazzino in questione ha il “difetto” di non avere i capelli. Un duro colpo da dover accettare per un ragazzino di appena undici anni, che diventa però insostenibile quando nella partita gli avversari non fanno altro che chiamarti “pelato” a ripetizione, tante di quelle volte che poi non puoi fare altro che scoppiare in lacrime. Ma il mondo del calcio, anche se molto di rado, quello che toglie poi ti ridà, e a volte pure con gli interessi:

Sei troppo piccolo per potermi conoscere o per sapere chi sono, ma se hai giocato con la PES sulla Playstation magari mi hai visto arbitrare una partita. Anch’io come te ho una caratteristica particolare, non ho capelli né peli e questo per un’alopecia che mi ha colpito quando avevo 24 anni. Devo dire che sono stato più fortunato di te, perché a 11 anni è molto ma molto più difficile. Come arbitro sono stato “bravino” e di sicuro avrei raggiunto comunque i traguardi che ho raggiunto. Certamente però il non avere capelli mi ha reso molto più riconoscibile e famoso. Quando ti senti dire “pelato”, come è capitato anche a me tante volte, non farci caso. Chi te lo dice è invidioso del fatto che tu riesci comunque a fare quello che vuoi fare, con o senza capelli. Non farci caso perché è con l’indifferenza che puoi dimostrare quanto sia misero chi si esprime così. Il tuo allenatore ha fatto un gesto molto bello, devi esserne fiero. Dimostragli che hai capito il messaggio e non aver paura di far vedere a tutti la tua testa senza capelli. D’altronde tanti personaggi, anche grandi campioni, si radono a zero. Tu hai la “fortuna” di non aver bisogno di farlo. Un abbraccio. 

Un messaggio da brividi, un messaggio che comunica tutta la forza e la voglia di non arrendersi che solo chi è diventato un campione nella vita può trasmettere. Il “cuore d’oro” in questione è niente poco di meno che il capo degli arbitri Uefa, Pierluigi Collina, che della sua testa completamente glabra ne ha fatto un marchio di fabbrica unico. L’arbitro degli arbitri, venuto a sapere dell’accaduto, voleva in qualche modo risollevare il morale del bambino. Che ci sia riuscito , non ci sono dubbi; che nel leggere la storia, vi sia venuto un tuffo al cuore, men che meno.