L’ottobre caldo dei vaccini, la terza dose arriverà in autunno ma non per tutti

L'immunità derivante dalle due dosi di vaccino anti Covid potrebbe calare drasticamente e rendere più esposti anziani e immunodepressi già dal prossimo mese. La soluzione della terza dose è sempre più vicina.

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Vaccino Covid. Immagine su Licenza Creative Commons

Due dosi di vaccino anti-Covid non sono abbastanza. Questo è quanto emerge dai dati raccolti dal Ministero della Salute circa l’andamento della campagna vaccinale in atto in Italia dallo scorso gennaio. La notizia di una ulteriore tornata di inoculazioni arriva a margine dell’incontro della cabina di regia tra il Primo Ministro Draghi e il Comitato Tecnico Scientifico e potrebbe riguardare una fetta decisamente importante della popolazione, ancora messa in ginocchio dalla pandemia di Covid-19.

Purtroppo dagli studi effettuati è emerso che l’immunità acquisita grazie alle prime due dosi di vaccino (qualunque esso sia) tende a calare drasticamente col tempo. Se la “copertura” dal virus è da considerare massima entro un mese dalla seconda dose, così non è dopo 8/9 mesi da quella data. Una previsione che colpirà milioni di italiani già dal mese in corso.

A parlare di una terza dose è stato il sottosegretario del Ministro della Salute, Pierpaolo Sileri che, intervenuto ai microfoni di Radio Rai 1 ha dichiarato: “La terza dose di vaccino anti-covid sarà necessaria perché gli studi dimostrano che cala l’immunità vaccinale e i primi a cui scende sono gli immunodepressi. Quindi si partirà da loro. Ma questo non significa che la terza dose occorre farla a tutti ad ottobre, l’autunno sarà un punto di partenza per i richiami degli immunodepressi o perché sono passati 10 mesi“.

Si preannuncia, dunque, un autunno caldissimo con diverse migliaia di persone già in preallarme per tornare a prenotarsi e sfidare di nuovo tutta la burocrazia del caso. Un ritorno indietro nel tempo di quasi un anno, con la solita farraginosità della macchina organizzativa e la frustrazione dei cittadini più suscettibili di ricadute.

Vaccinazioni, prima anziani e fragili. Speranza: “Nessun problema di approvvigionamento”

Anche il Ministro Speranza ha voluto chiarire la situazione in seno alla cabina tecnica e durante un’intervista ha spiegato: “La nostra comunità scientifica, che è in assoluto di prim’ordine, sta facendo le sue valutazioni e presto arriveranno le sue determinazione ma io ritengo molto probabile che andremo nella direzione di assumere la terza dose e con tutta probabilità partiremo dai più anziani e dai più fragili”. L’ultima battuta è per le dosi, argomento che da sempre suscita aspre diatribe circa il numero di vaccini a disposizione. A tal proposito Speranza dichiara: “Tutti fin da ora comunque che non avremo mai più né in Italia né in Europa il problema dell’approvvigionamento delle dosi. E già adesso abbiamo certezze che le dosi ci saranno per tutti”.