Luca Toni lascia dopo 22 anni: “Il mio unico rimpianto lo scudetto a Roma”

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Luca Toni, 39 primavere il prossimo 26 maggio annuncia oggi, dopo 22 stagioni nel calcio professionistico, il suo addio dai campi di gioco. Si è presentato assai amareggiato in conferenza stampa per parlare a tutti della sua decisione. Forse perché, come egli stesso ha spiegato, questo è stato proprio l’anno peggiore della sua carriera, culminato con la retrocessione della sua squadra in Serie B.

Dopo un po’ di riflessioni e tanti anni di calcio, 22 di professionismo, ho pensato che è arrivato il momento di smettere; domenica sarà la mia ultima partita da professionista. E’ stata una decisione difficile e sofferta però è anche giusto smettere. Sono arrivato con la testa alla fine per quello che riguarda il calcio giocato“- ha proseguito ai microfoni l’attaccante campione del mondo – “Sono già 2-3 settimane che ci penso, da qui a domenica sarà un misto di gioia e tristezza perché lasciare il calcio dopo tanti anni è difficile ma credo che contro la Juve al Bentegodi sia giusto sia l’ultima“.

Luca Toni con la maglia della Nazionale italiana
Luca Toni con la maglia della Nazionale italiana

Riguardo ciò che l’ha spinto a lasciare proprio ora il bomber modenese si è così espresso: “Quando le cose vanno molto bene è impossibile lasciare, purtroppo questo è stato l’anno peggiore della mia carriera anche a livello mentale. È impossibile fermarsi quando a 38 anni diventi capocannoniere e dimostri di essere il miglior attaccante. L’unico modo era avere una grande delusione e quest’anno per me è stata una grande delusione“. Ha parlato anche della questione Francesco Totti e di quello che ci può essere dietro una decisione così importante: “Quando smetteremo io, Totò Di Natale e Totti, che non so quando succederà, andranno via quasi mille gol, sarà una grande perdita per il calcio italiano; sono decisioni così difficili, ci ho messo tanto a pensare alla mia situazione, figurarsi a pensare a quelle degli altri. Francesco è in un’altra situazione, ognuno ha la sua storia“. L’ attaccante modenese ha fatto quindi ben capire come queste siano scelte talmente soggettive e private che non può interferire nessuno dall’esterno: ognuno capisce perfettamente da sé quando è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Nessuna pressione esterna può influire in alcun modo.

Luca Toni con la maglia del Verona
Luca Toni con la maglia del Verona

Luca Toni è stato uno dei più prolifici attaccanti del nostro calcio, capocannoniere della Serie A per due volte, nel 2005/2006 (31 gol) quando indossava la maglia della Fiorentina, stagione poi culminata con il titolo di Campione del mondo con la maglia azzurra a Berlino, e la seconda, a 38 anni, nel 2014/2015 con i 22 gol da capitano dell’Hellas Verona. Egli fa parte anche di quei 5 giocatori italiani che si sono aggiudicati il titolo di capocannoniere in un campionato straniero, con i 24 gol realizzati con la maglia del Bayern Monaco. Tante, appunto, le casacche indossate dall’attaccante nella sua lunga carriera: tra queste Vicenza, con la cui maglia ha esordito in Serie A a 23 anni, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, poi l’esperienza negli Emirati Arabi, poi di nuovo Fiorentina e per ultimo il Verona. A proposito della sua esperienza nel 2010 con la maglia della Roma ha parlato proprio del suo unico rimpianto calcistico: “Mi sarebbe piaciuto vincere lo scudetto con la Roma“. Era la Roma di Ranieri che si giocò il tricolore fino all’ultima giornata con l’Inter di Mourinho, che quell’anno vinse il Triplete.

Dunque Luca Toni dice addio. Domenica sera, quando il suo Verona già retrocesso riceverà la Juventus già campione lui si allaccerà gli scarpini per l’ultima volta e sentirà il suo ultimo triplice fischio finale. Avrà anche 39 anni, starà anche lasciando il calcio, ma a noi tutti, tifosi di qualsiasi squadra, piacerà ricordarlo per sempre come un ragazzino che fa ruotare la mano destra vicino all’orecchio, in quel gesto che faceva ogni volta che realizzava ciò che gli riusciva meglio: il gol.

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