Lucio Battisti: una petizione per diffondere la sua musica in digitale

A 20 anni dalla sua morte, si riaccende la questione: Battisti in digitale

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fonte: sito web ciaodiscotecaitaliana.it

Nella lunga lista di artisti cliccati su Spotify manca all’appello una colonna portante della musica italiana: Lucio Battisti. Al centro di un acceso dibattito, i diritti del catalogo editoriale del cantante sono da anni contesi tra la vedova Grazia Letizia Veronese e la Universal Ricordi, appoggiata da Mogol. Lo streaming delle canzoni è infatti possibile, solo in versione cover, karaoke o in registrazioni audio di pessima qualità su youtube.

A sostenere la causa “Ciao. Discoteca Italiana” insieme a nomi riconosciuti nel mondo musicale. Dalle grandi riviste come Rolling Stone Italia, alle radio Rai Radio 2, fino ad associazioni come il Circolo Magnolia e molti altri ancora. Infatti proprio per questa ricorrenza, che combacia anche con il cinquantennale dall’uscita del primo dei suoi 12 album, è stata promossa una raccolta firme. Senza alcuno scopo commerciale e di lucro, la petizione punta a sensibilizzare, soprattutto le nuove generazioni, sulla cultura musicale che ha caratterizzato l’Italia dagli anni sessanta.

Cita la petizione: “L’intero repertorio di Lucio Battisti, oggetto negli anni di controversie circa le sue modalità di sfruttamento, non è ad oggi disponibile sulle varie piattaforme streaming. La rete, capace di diffondere un’opera intellettuale al di fuori dei suoi confini temporali e geografici, è tuttora orfana di uno dei più importanti capitoli della storia musicale italiana che rischia così di essere ignorato dalle nuove generazioni”.

Se anche voi ritenete giusto far conoscere la musica di Battisti alle nuove generazioni su Spotify, Deezer o Apple Music cliccate qui:  https://ciaodiscotecaitaliana.it/petizioneluciobattisti