Lucy siamo noi

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Oggi, ricorre l’anniversario della scoperta storica del nostro antenato più simile: Lucy. In Etiopia, nei pressi di Afar, fu trovato lo scheletro dell’ominide che più rappresenta l’essere umano. Visse 3,2 milioni di anni fa e forse era più umana di noi.

È stato un ritrovamento straordinario perchè, di solito, i paleoantropologi riescono a trovare pochissimi frammenti di ossa di ogni esemplare ma in questo caso ne furono trovati a decine. Circa il  40% circa  dell’intero apparato scheletrico. Grazie a Lucy e agli altri fossili trovati nella zona nei primi anni Settanta, i ricercatori hanno potuto scoprire nuovi e fondamentali  dettagli sulla nostra evoluzione. Si sono  scoperti parecchi aspetti sulla vita degli ominidi appartenenti alla specie “Australopithecus afarensis”, che vissero in Africa tra i 4 e i 3 milioni di anni fa. Ricordiamo che è la nostra specie, quindi tutti noi siamo legati ad essi e gli dobbiamo la nostra evoluzione.

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Lo scheletro di Lucy (Australopithecus afarensis) presso il Museo Nazionale ad Addis Abeba, Etiopia.

Ma come si è arrivati ad Afar? Chi ha capito che proprio lì c’erano delle risposte importanti riguardanti la nostra specie? A queste domande è facile rispondere se si sa che un paleontropologo francese, ovvero Maurice Taibe riuscì ad identificare proprio nell’Etiopia nord-orientale, un punto preciso ricco di ossa e di fossili umani. Lui non era solo ma era attorniato da colleghi provenienti da varie parti del mondo che l’hanno aiutato. Insieme s’imbatterono in certe ossa che però erano sparse, un pò, per le diverse zone di quel territorio. Raggrupparono i resti ritrovati e capirono che erano di un’ unica ominide alla quale diedero il nome di Lucy dal titolo di una canzone “Lucy in the Sky with Diamonds” che veniva ascoltata e ballata continuamente durante i festeggiamenti dei ricercatori per quell’imponente scoperta.

Oggi, lo scheletro di Lucy si trova presso il Museo Nazionale dell’Etiopia ad Addis Abeba ma quello visibile è una copia, poichè l’originale è custodito in un’area protetta non visibile al pubblico. Tra il 2007 e il 2013 la ricostruzione del fossile è stato portato negli Stati Uniti nell’ ambito di una mostra per farne conoscere la storia, che fu molto apprezzata. Anche grazie al suo nome piuttosto amichevole, e ai numerosi libri che ne parlano, Lucy continua ad avere un notevole successo affascinando grandi e piccini. Nel 2014 Luc Besson ha girato “Lucy”, un film di fantascienza con Scarlett Johansson e Morgan Freeman ispirato in parte alla scoperta dell’ominide più conosciuto al mondo.

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