Luigi Maglione a ‘La Res Publica’: “A Casavatore non servono chiacchiere. Avevo lasciato un tesoretto ma…”

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Luigi Maglione a La Res Publica A Casavatore non servono chiacchiere. Avevo lasciato un tesoretto ma...

Con l’intervista a Luigi Maglione – nella puntata speciale de ‘La Res Publica’ di venerdì 2 aprile – si chiude l’approfondimento dedicato a Casavatore, in provincia di Napoli.

Se qualche settimana, il conduttore della trasmissione nonché direttore responsabile della nostra testata aveva intervistato il Primo Cittadino del comune napoletano Vito Marino, questa volta è stato il turno, appunto, del dott. Luigi Maglione.

Si è cominciato, ovviamente, con la decisione del TAR per poi approfondire i vari aspetti della politica casavatorese. Ecco cosa è emerso:

  • Lei ha intenzione di fare ricorso al Consiglio di Stato. Come mai chiede al Consiglio di Stato solo ora il riconteggio di tutte le schede mentre fino al Tar solo di alcune?Non abbiamo chiesto tutte le schede. Avevamo chiesto il conteggio di alcune schede anche la volta scorsa. Nel voto c’erano state pressioni troppo forti da parte di rappresentanti di lista e qualche episodio poco spiacevole. Niente di tragico o di particolarmente serio ma sono quelle cose che per due voti possono segnare la differenza. Non ci siamo accontentati della decisione del TAR e abbiamo fatto un ulteriore ricorso”.
  • Lei ha ribadito che non si sente rappresentato da questa amministrazione. Come mai? Non posso sentirmi rappresentato da una amministrazione che è mia avversario. Il problema non è sentirsi rappresentato ma è rappresentare. Fino a oggi non mi pare che abbia rappresentato gli interessi di Casavatore. Io posso solo dire di aver lasciato un tesoretto di 3 milioni in banca e sono rimasti là senza che nessuno si sia nemmeno accorto di spenderli. Il problema è che avendo una Giunta monca e lotte interne ci sono problemi all’interno della maggioranza. E sono gli stessi problemi che ho avuto io quando ero Sindaco”.
  • Facendo un passo indietro, Lei è stato sfiduciato nel 2019. Perché arrivò la sfiducia dal notaio? Non ho accettato ricatti di alcuni consiglieri comunali. Molto semplice. Io faccio il consigliere comunale dal 1974 e mi sono dimesso più di una volta per lasciare spazio ad amici. Faccio politica per passione, perché mi piace. Potrei starmene a casa ma è la passione che mi guida. Non c’è niente di strano che non accetto condizionamenti da esterni che non tenessero a cuore le esigenze della città.”
  • Indipendentemente dalla sentenza del Consiglio di Stato, pensa che l’amministrazione Marino possa andare avanti? Questo è possibile in qualsiasi amministrazione. Il problema è che non sono ancora partiti. Ho lasciato un milione e 100mila euro per il campo sportivo e sono ancora lì i soldi. L’unico atto politico serio è un bando per la manifestazione di interesse. Il problema è sempre lo stesso: ci sono tensioni interne e sono le stesse che ho subito pure. I soggetti che determinano l’amministrazione sono gli stessi che mi hanno portato ad andare in Consiglio Comunale e dire che il Sindaco non si ricatta”.
  • Lei ha scritto a febbraio su Facebook: “Come opposizione non critichiamo (e nemmeno lo abbiamo mai fatto in passato) la amministrazione Marino. Non sapremmo cosa criticare, o meglio dovremmo criticare il produrre quasi niente e sarebbe solo tempo perso.”. A oltre un mese di distanza, conferma queste parole? Non è cambiato niente. Oltre a giocherellare con le luci non c’è niente. Se va a leggere gli atti, vedrà che non c’è nessun atto sostanziale. Una serie di atti d’ufficio e di routine mentre di straordinario non c’è niente. Può controllare in qualsiasi momento. Abbiamo fatto un consiglio comunale lamentando dell’immobilismo dell’amministrazione e loro ci hanno risposto che c’è il Covid-19. Ma il Covid-19 non può giustificare l’assenza di programmazione”.
  • Da medico, cosa pensa si possa fare per arginare il Covid-19? I vaccini. È l’unica cosa da fare seria. Le altre cose sono solo chiacchiere. Le misure non servono assolutamente a niente. Stiamo chiusi in casa e non succede niente. Se non facciamo i vaccini, è inutile. A Casavatore gli 80enni devono andare a Sant’Antimo a vaccinarsi. Non possiamo spostare 20mila persone a vaccinare fuori città. Abbiamo bisogno di un percorso preferenziale. Lo abbiamo chiesto con forza di aggregarci al gruppo di Sindaci per chiedere al Governo che utilizzi bene i fondi Covid europei perché più della metà devono essere destinati al Sud. Favorire il lavoro al Sud.”
  • I lavori per il Palazzetto dello Sport sarebbero fermi al palo. Ci sono state rassicurazioni, anche qui in trasmissione, da parte del Sindaco. Cosa c’è che non va? I soldi stanno là. È come quando in famiglia vinci al totocalcio e devi accontentare più richieste. Chiaramente non possiamo dividere tutto per tutti. C’è una serie di lotte intestine su come fare gli appalti, ad esempio dividere gli appalti e adesso hanno fatto la manifestazione di interesse. Stanno in ritardo abissale. Le chiacchiere non servono a niente, io ho messo i soldi.”
  • Spesso venite accusati di fare solo polemica, sottolineando solo ciò che non va, e non di offrire soluzioni. Cosa risponde a tutto ciò? Abbiamo risposto in Consiglio Comunale. Abbiamo chiesto la vaccinazione a Casavatore, perché non funziona il meccanismo che fa continuare i lavori. Ci hanno risposto che ‘è il Covid’. Addirittura l’assessore nemmeno il taglio dell’erba ha previsto per il campo sportivo.”
  • Lei si ricandiderà alla prossima tornata elettorale? Ormai penso di aver superato l’età. Per questa ultima elezione me lo hanno chiesto gli amici. Perdere per due voti non è un problema, ma perdere contro quella coalizione è un problema. A 70 anni non si può pretendere di fare cose fuori dall’ordinario. Se dovessi riprovare, avrei 75 anni. Ci vuole buona volontà e impegno, l’esperienza di acquisisce”.

Puoi rivedere la puntata su YouTube, sulla nostra pagina Facebook e sulla pagina della trasmissione.